RICHIESTA DI CHIARIMENTI: PERCHE' MONS. GIANPIERO PALMIERI ESIBISCE OPERE DI RUPNIK?

Alla cortese attenzione del Segretario di Stato S.E.R. Card. Pietro Parolin,
del Prefetto del Dicastero per i Vescovi. S.E.R. Mons. Filippo Iannone,
del Nunzio Apostolico per l'Italia, S.E.R. Mons. Petar Rajič
PETIZIONE PUBBLICA Per rispetto delle vittime, per la verità e la trasparenza nella Chiesa
Noi, sottoscritti fedeli, cittadini e membri della comunità ecclesiale, scriviamo con dolore, sconcerto e profonda amarezza.
Negli ultimi anni la Chiesa è stata ferita da numerosi scandali di abusi, e tra questi il caso dell'ex-gesuita Marko Ivan Rupnik ha colpito profondamente la coscienza di molti credenti, soprattutto per la gravità delle accuse e per il contesto spirituale e religioso in cui tali abusi sarebbero avvenuti.
Proprio per rispetto delle vittime, in diverse diocesi del mondo si stanno adottando decisioni prudenti e gesti simbolicamente significativi. Tra questi si inserisce quanto avvenuto presso il santuario mariano di Lourdes, nella diocesi di Tarbes-Lourdes, dove, per volontà del vescovo Jean-Marc Micas, si è deciso di coprire progressivamente le opere dell’artista, al fine di non ferire ulteriormente le vittime e di permettere a tutti i fedeli di accedere al santuario in un clima di serenità, preghiera e rispetto.
Per questo motivo desta profondo sconcerto il fatto che il 19 marzo, durante una celebrazione eucaristica presso il 235° Reggimento Addestrativo Volontari “Piceno”, sia stata proiettata l’immagine di un'opera di Marko Rupnik, scelta che poteva essere facilmente evitata e che molti fedeli hanno percepito come una grave mancanza di sensibilità verso le vittime di abusi.
Richiamo al Diritto Canonico
Le nostre preoccupazioni non nascono da spirito polemico, ma trovano fondamento anche nel Diritto Canonico, che regola la vita della Chiesa e le responsabilità dei Pastori.
Ricordiamo in particolare:
• Can. 383 - §1. Nell'esercizio del suo ufficio di pastore, il Vescovo diocesano si mostri sollecito nei confronti di tutti i fedeli che sono affidati alla sua cura, di qualsiasi età, condizione o nazione, sia di coloro che abitano nel territorio sia di coloro che vi si trovano temporaneamente, rivolgendosi con animo apostolico anche verso coloro che per la loro situazione di vita non possono usufruire sufficientemente della cura pastorale ordinaria, come pure verso quelli che si sono allontanati dalla pratica religiosa.
• Can. 392 §1. Poiché deve difendere l'unità della Chiesa universale, il Vescovo è tenuto a promuovere la disciplina comune a tutta la Chiesa e perciò a urgere l'osservanza di tutte le leggi ecclesiastiche. §2. Vigili che non si insinuino abusi nella disciplina ecclesiastica, soprattutto nel ministero della parola, nella celebrazione dei sacramenti e dei sacramentali, nel culto di Dio e dei Santi e nell'amministrazione dei beni.
• Can. 223 §2. Spetta all'autorità ecclesiastica, in vista del bene comune, regolare l'esercizio dei diritti che sono propri dei fedeli.
• Can. 1287 §2. Gli amministratori rendano conto ai fedeli dei beni da questi stessi offerti alla Chiesa, secondo norme da stabilirsi dal diritto particolare.
• Can. 212 §3. In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, essi hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli, salva restando l'integrità della fede e dei costumi e il rispetto verso i Pastori, tenendo inoltre presente l'utilità comune e la dignità delle persone.
Richiamo al Magistero di Papa Leone XIV
Le nostre preoccupazioni trovano ulteriore conferma nelle parole di Papa Leone XIV, che ha recentemente richiamato i Pastori a un atteggiamento di accoglienza e attenzione verso le vittime di abusi: «La ferita dell’abuso può durare tutta la vita, e spesso lo scandalo nella Chiesa deriva dal fatto che la porta è stata chiusa alle vittime e non sono state accolte con vicinanza pastorale.» (Discorso di Papa Leone XIV a conclusione del Concistoro dei cardinali, gennaio 2026) Il Santo Padre ha sottolineato come la prevenzione degli abusi richieda ascolto, cultura della cura e prudenza pastorale, affinché le comunità siano luoghi di accoglienza, tutela e guarigione per chi è stato ferito. Queste parole richiamano tutti i Pastori e in particolare i Vescovi diocesani a una responsabilità concreta nel modo in cui si affrontano situazioni che coinvolgono vittime e comunità, evitando ogni forma di scandalo e di ulteriore sofferenza.
Domande e richiesta di chiarimenti pubblici
Chiediamo pertanto a S.E. Mons. Palmieri di rispondere pubblicamente ai fedeli su alcuni punti:
1. Per quale motivo sia stata proiettata un’opera di Marko Ivan Rupnik durante una celebrazione pubblica.
2. Quali criteri pastorali e morali abbiano guidato tale decisione.
3. Quali verifiche e valutazioni siano state effettuate prima di tale accoglienza.
4. Quale linea intenda adottare la diocesi in futuro per evitare scandalo, divisione e ulteriore sofferenza delle vittime.
Conclusione
Si chiede pertanto:
• rispetto per chi ha sofferto;
• chiarezza nelle decisioni;
• coerenza morale nelle scelte pastorali;
• trasparenza nei confronti dei fedeli;
• attenzione reale e concreta verso le vittime di abusi.
Il silenzio ferisce. L’ambiguità scandalizza. La verità, invece, ricostruisce la fiducia. Per questo chiediamo risposte pubbliche. Per questo firmiamo questa petizione.
I sottoscritti fedeli e cittadini
Andrea Cionci Contatta l'autore della petizione
| L'autore della presente petizione ha chiuso la petizione. |