Rimozione Antenna Ripetitore Qualiano

I sottoscritti cittadini della città di QUALIANO (NA), fortemente contrari all' installazione di antenne per la radiotelefonia mobile, vista la presenza di altri impianti fonti di onde elettromagnetiche tra antenne, elettrodotti e cabine di trasformazione già funzionanti sul territorio (per i quali già risultano segnalazioni) e vista la presenza di un gran numero di scuole dell’infanzia, materne, elementari e superiori presenti nel quartiere

Esprimono

  • viva preoccupazione per l’indiscriminata installazione di antenne considerata l'incertezza tuttora esistente in ordine ai possibili effetti nocivi sulla salute pubblica dei campi elettromagnetici, e in modo particolare di quelli ad alta frequenza provocati dalle stazioni radiotelefoniche cellulari. A maggiore ragione se si tiene conto che trattasi di una zona densamente popolata che vede la presenza un gran numero di scuole dell’infanzia, materne, elementari e superiori presenti in un raggio variabile dai 50 ai 300 metri dalle antenne, di nidi, scuole materne, scuole elementari e scuole medie.
  • viva preoccupazione per l’assorbimento di energia irradiata da parte dei bambini superiore rispetto agli adulti. Ciò, in quanto le frequenze utilizzate dai telefonini GSM, UMTS etc rientrano tra quelle "di risonanza" per i corpi piccoli (i bambini ma anche i cani e i gatti) e ne consegue che il fattore di rischio nei bambini è di 8-10 volte più alto. Tra l’altro, tutte le ricerche scientifiche fanno sempre riferimento al peso corporeo (SAR): più basso è il peso, più elevato è l’assorbimento.

Sostengono

  • il principio cautelativo, vivamente raccomandato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, la quale considera questo problema una delle grandi emergenze di questi anni.
  • il principio di Minimizzazione delle Esposizioni ai campi Elettromagnetici in Area urbana , principio (indicato anche nella legge n.36 del 2001) figlio di quello di Cautela, introdotto nell’ordinamento comunitario nel Trattato di Roma perché si eviti nel prossimo futuro che si ripeta per le suddette esposizioni (nel rispetto di quanto indicato dal 688 cpc “Danno temuto” già disatteso con l’amianto);
  • che non si debba fermare lo sviluppo ma che lo stesso debba essere gestito attraverso una pianificazione che indirizzi, non sia passiva e vincolata alla logiche delle iniziative speculative dei privati, condivisa con gli utenti (i cittadini) e da pater familias (eliminando la parcellizzazione delle responsabilità) ottimizzando le risorse tra i diversi attori della PA soprattutto ora che le risorse finanziare vanno a ridursi;
  • la necessità del rispetto dell'art. 32 Cost. sul diritto alla salute azionabile direttamente, sia dal lavoratore che dai cittadini in genere, nei confronti della pubblica amministrazione (PA) o di soggetti privati (come indicato nella sentenza della Corte Costituzionale 26.7.79 n. 88). Si ritiene che l'oggetto della situazione soggettiva tutelata, il bene salute, non consista nella sola integrità fisica (art. 5 CC) ma nella più complessa situazione di equilibrio psicofisico, identificabile come diritto soggettivo assoluto cui consegue il dovere di astensione dello Stato e dei privati da comportamenti lesivi;
  • i principi del diritto civile (p. es. art. 2043 CC sulla responsabilità derivante dal fatto illecito, e art. 833 sul "divieto di immissioni" ecc. ) e del diritto penale (589 CP "omicidio colposo", 590 CP "lesioni personali colpose", ecc. ) a seconda del danno configurato;

 

Chiedono

agli organi competenti ed ai i Presidenti della Camera e del Senato di avviare l’esame dei disegni di legge che si prefigga a livello nazionale:

  • la rimozione del ripetitore sito in Via Giuseppe Di Vittorio 33.
  • concessa un rimborso con la riduzione dell’imposta Comunale COSAP per le abitazioni che in conseguenza all’installazione di fonti elettromagnetiche (antenne per la radiotelefonia, elettrodotti, ecc.) nelle loro vicinanze hanno subito un deprezzamento del valore di mercato, con relativo aumento dell’imposta ai proprietari degli immobili che per pura speculazione hanno consentito l’utilizzo dei propri fabbricati.

ing. Cristofaro Trinchillo    Contatta l'autore della petizione

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