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CHIARIMENTO DOTTRINALE E INTERVENTO SU ARTICOLO DI PADRE ANTONIO SPADARO

A Sua Eminenza Reverendissima
Cardinale Pietro Parolin
Segretario di Stato di Sua Santità


Oggetto: Petizione per un chiarimento dottrinale e un intervento in merito all’articolo di padre Antonio Spadaro pubblicato su Vatican News il 26 giugno 2026 riguardante il film “L’ultima tentazione di Cristo”.

Eminenza Reverendissima,
noi sottoscritti fedeli cattolici desideriamo esprimere il nostro profondo turbamento e la nostra viva preoccupazione per l’articolo pubblicato dall'Osservatore romano https://www.osservatoreromano.va/it/news/2026-06/quo-144/non-un-icona-ma-un-volto.html e citato da  Vatican News, a firma di padre Antonio Spadaro, dedicato al film “L’ultima tentazione di Cristo” di Martin Scorsese.
L’articolo presenta l’opera in termini ampiamente positivi, arrivando a definirla “
cristologicamente corretta” e proponendola come una lettura autentica del mistero di Cristo. Tale affermazione ha suscitato grave scandalo in numerosi fedeli, poiché appare in evidente contrasto con il giudizio fortemente negativo espresso da autorevoli organismi ecclesiali all’epoca dell’uscita del film e con la costante dottrina della Chiesa circa la Persona di Nostro Signore Gesù Cristo.
Come è noto, il film, tratto dal romanzo di Nikos Kazantzakis, provocò diffuse proteste nel mondo cattolico e ortodosso. In Italia, il 7 settembre 1988, la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana lo definì pubblicamente inaccettabile, moralmente offensivo, mediocre e vergognoso, ritenendo che esso falsificasse radicalmente la figura di Cristo. La stampa cattolica fu invitata a non recensire la pellicola, considerata fonte di grave turbamento per la coscienza dei fedeli.
Ciò rende ancora più incomprensibile che un organo ufficiale della Santa Sede possa oggi presentare la medesima opera come un esempio di corretta cristologia, senza alcun richiamo alle gravi riserve dottrinali che essa ha suscitato per decenni.
Particolare motivo di scandalo è proprio l’affermazione secondo cui “L’ultima tentazione di Cristo” sarebbe un film cristologicamente corretto. A nostro giudizio, tale valutazione è gravemente erronea e suscettibile di generare confusione tra i fedeli.
La pellicola, derivando dall’opera di Nikos Kazantzakis, propone una rappresentazione della Persona di Cristo che numerosi studiosi hanno ritenuto incompatibile con la cristologia cattolica. Riteniamo che essa presenti una visione 
palesemente influenzata da elementi gnosticheggianti, nella quale il dramma interiore di Cristo viene sviluppato attraverso categorie speculative estranee alla Sacra Scrittura, alla Sacra Tradizione e alle definizioni dogmatiche della Chiesa.
La fede cattolica insegna che Gesù Cristo è una sola Persona divina in due nature, umana e divina, senza confusione, senza mutazione, senza divisione e senza separazione, secondo la definizione del Concilio di Calcedonia, ripresa dal Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC 464-469). La perfetta santità di Cristo e l’unione ipostatica costituiscono il cuore della fede cristologica e non possono essere oscurate o rese ambigue da interpretazioni artistiche che rischino di alterarne il significato.
Il Catechismo ricorda inoltre che il secondo comandamento impone il massimo rispetto verso il Nome e la Persona del Signore (CCC 2142-2149) e insegna che lo scandalo consiste nell’indurre altri all’errore o nel provocare turbamento nella fede, responsabilità tanto più grave quanto maggiore è l’autorità di chi lo provoca (CCC 2284-2287).
Anche il Codice di Diritto Canonico richiama precisi doveri in materia. Il can. 209 §1 impone ai fedeli di conservare sempre la comunione con la Chiesa; il can. 212 §§2-3 riconosce ai fedeli il diritto e talvolta il dovere di manifestare ai Pastori il proprio pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa; il can. 823 afferma il diritto e il dovere dei Pastori di vigilare affinché la fede e i costumi non subiscano danno attraverso gli scritti e gli strumenti della comunicazione sociale.
Animati esclusivamente dall’amore per la Chiesa, dalla fedeltà ai Romani Pontefici e dal desiderio di custodire l’integrità della fede cattolica, chiediamo rispettosamente che venga chiarito se:
 
1) il giudizio espresso nell’articolo rappresenti la posizione ufficiale della Santa Sede;
 
2) che l’articolo venga sottoposto a un riesame dottrinale alla luce dell’insegnamento costante della Chiesa sulla Persona di Gesù Cristo;
 
3) che venga valutata l’opportunità di pubblicare una precisazione o una rettifica, affinché non si generi nei fedeli l’impressione che la Santa Sede consideri pienamente conforme alla fede cattolica una rappresentazione di Cristo che continua a suscitare serie obiezioni teologiche;

4) che siano adottate le iniziative ritenute opportune dalle competenti Autorità ecclesiastiche affinché la comunicazione ufficiale della Santa Sede continui a distinguersi per chiarezza dottrinale e fedeltà al deposito della fede.

La presente petizione non nasce da spirito di polemica personale, ma dalla sincera preoccupazione per il bene delle anime e per la chiarezza dell’annuncio cristiano. Confidiamo pertanto nella Sua paterna attenzione e assicuriamo la nostra preghiera per Lei e per tutti coloro ai quali è affidato il delicato compito di custodire integralmente la fede della Chiesa e difendere la Sede Apostolica.
 
Con filiale devozione,

I sottoscritti fedeli cattolici

 

 
 

 

 


Andrea Cionci
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