Decreto d’urgenza a tutela della salute e dell’incolumità individuale e collettiva, in contesto di emergenza sanitaria, per i docenti assunti a t. i. con titolarità fuori provincia di residenza.

Alla pregiata attenzione del Ministero Istruzione Università e Ricerca Del Ministro pro tempore Sig.ra Lucia Azzolina

Del Presidente del Consiglio dei Ministri Dott. Giuseppe Conte

Degli Onorevoli tutti e in particolare dei membri delle Commissioni Cultura e per pregiatissima conoscenza al Signor Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

c/o Palazzo del Quirinale, 00187  ROMA  

OGGETTO: Richiesta decreto d’urgenza a tutela della salute e dell’incolumità individuale e collettiva, in contesto di emergenza sanitaria, per il personale della scuola assunto a tempo indeterminato ma in condizione di titolarità fuori provincia e/o regione di residenza.  

Vista la dichiarazione dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) del 30 gennaio 2020 di emergenza internazionale di salute pubblica per il coronavirus e viste le conseguenti raccomandazioni alla comunità internazionale stessa circa la necessità di applicare misure adeguate; Vista la situazione attuale di crisi internazionale generata dall’insorgenza di rischi per la salute e l’incolumità pubbliche e private connessi a virus trasmissibili, e in particolare agli agenti virali legati a SARS-CoV-2, che stanno interessando anche l’Italia; Vista la necessità di assumere, con effetto immediato, misure di carattere urgente e straordinario e visto che tali misure si stanno susseguendo al fine di tutelare il diritto alla salute della collettività presente sul territorio internazionale e nazionale; Vista la delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020 in cui si dichiara lo stato di emergenza sanitaria per 6 mesi, ma ancora vigente, in conseguenza al rischio connesso all’insorgenza di patologie scaturenti da agenti virali trasmissibili e pubblicata in GU Serie Generale n. 26 del 01-02-2020; Visto il 1° Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (D.P.C.M.) del 23-02-2020 e i conseguenti ulteriori decreti che si sono susseguito fino ad oggi al fine di limitare il contagio da SARS-CoV-2; Vista la proroga da parte del Consiglio del Ministri dello stato di emergenza sanitaria fino al 30 aprile 2021 al fine di poter adottare o reiterare le misure finalizzate alla prevenzione del contagio; Considerato che in questo momento storico la malattia non è più un fatto privato del dipendente ma un fatto generale che appartiene all’organizzazione dello stato che ne diventa responsabile e se ne fa carico essendo, esso, garante della salute individuale e collettiva; Visto il contratto integrativo nazionale sulla mobilità del personale scolastico e sua violazione data l’aliquota prevista per la mobilità interprovinciale non rispettata per il suddetto anno in corso che ascrive allo stato la responsabilità della salute di suddetto personale in contesto di emergenza sanitaria: de facto il numero delle assunzioni disposte con decorrenza giuridica al 01/09/2019, per decreto MIUR del 18 maggio 2020 n°12, le assunzioni ordinarie e straordinarie con decorrenza giuridica ed economica al 01/09/2020, per decreto MIUR 8 agosto 2020 n° 91 ammonta a 84.808, a fronte delle solo 13703 domande soddisfatte per la mobilità territoriale interprovinciale. I Docenti Immobilizzati (associazione in rete di 11.659 membri il cui numero è meramente indicativo rispetto alle reali richieste delle domande di mobilità territoriali prodotte ogni anno) che, lo ricordiamo, essere tutti quei docenti e quelle docenti già di ruolo lontani dalle loro regioni o province di residenza, alcuni anche da un ventennio CHIEDONO Un decreto d’urgenza per il rientro a casa attraverso un piano di mobilità straordinaria su tutti i posti vacanti e disponibili, 100 % delle disponibilità, al fine di tutelare la salute individuale, famigliare e collettiva, in contesto di emergenza sanitaria, così come sancito dal diritto internazionale, europeo e dalla carta costituzionale. I docenti immobilizzati si sentono fortemente vettori di rischio, poiché maggiormente esposti al contagio epidemiologico e al rischio biologico, dovendo raggiungere la sede di servizio e il luogo dove risiedono le loro famiglie per ricongiungersi ai loro figli, minori e maggiori di 3 anni, ai loro marito o mogli, ai loro genitori anziani, soli e bisognosi di assistenza, ai loro cari beneficiari della Legge 104/1992, ogni qual volta se ne ravvisi la necessità durante l’anno scolastico. Il diritto alla famiglia, invero, è garantito da plurima giurisprudenza che, per amor di sintesi, si eviterà di menzionare in questa sede. I docenti sottolineano che Il Contratto Integrativo Nazionale, anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022, disciplinante la mobilità del personale a tempo indeterminato docente ed Ata, prevede espressamente, proprio all’art. 1, punto 4, la possibilità che “…Le parti concordano sull’eventualità di stipulare un ulteriore atto negoziale, anche su richiesta di un solo soggetto firmatario, per recepire possibili effetti sulla mobilità derivanti da eventuali interventi normativi“, ad intendere di poter considerare gli interventi normativi emergenziali tra quelli contemplati nel contratto. Certi di non restare inascoltati data l’emergenza sanitaria e di non dover adire le vie legali per vedersi riconosciuti i propri diritti, porgiamo distinti saluti,

Doriana D’Elia   Giovanna Todaro Ylenia Franco

Docenti Immobilizzati ( associazione in rete di 11.659 membri)

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