NO ALLA BOLKESTEIN: ITALIA A FIANCO DEI BALNEARI

Al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni
Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini
L'applicazione della Bolkestein nel settore dei balneari ed il procedere rapido delle gare d'appalto, che si apprestano ad "espropriare" in poco tempo circa 7000 imprese (le spiagge, gli stabilimenti e le altre concessioni legate al demanio), può e deve essere fermata.
L'origine del grave tradimento nei confronti di questa importante e storica categoria è l'abbandono di quei principi, cuore della Dottrina Sociale, che salvaguardano il lavoro prima del capitale, incoraggiano la piccola impresa familiare, provocano il naturale aumento degli stipendi dei lavoratori e la tutela di qualità e originalità del servizio.
In particolare, la direttiva Bolkestein si ripromette di sostituire tutte le concessioni balneari (circa settemila) e di metterle in gara d'appalto, favorendo, cosi, multinazionali e consorzi che in poco tempo finirebbero per egemonizzare il mercato, offrendo servizi scadenti e basse remunerazioni.
In realtà la Bolkestein era stata pensata per generare attività nel 60 per cento di coste libere... piuttosto che essere utilizzata dove già esistono strutture e ditte che nei decenni passati hanno offerto servizi grazie al sudore di generazioni di imprenditori.
Il fatto, di ulteriore gravità, è che non sono previsti indennizzi per i tantissimi lavoratori e imprenditori che hanno attività da decenni. Costoro sono in balia di un mercato cinico che non riconoscerà loro nulla, profilando un'ingiustizia che non ha eguali nella storia sociale italiana; si sacrifica, infatti, un settore all'altare del liberalismo e si pregiudica la sorte e la vita di decine di migliaia di persone che hanno vissuto con le loro difficoltà ed i loro sacrifici un'epoca dell'Italia a cui tutti noi siamo affezionati.
Mobilitiamo avvocati, politici e professionisti, che possano intervenire, concessione per concessione agendo a tutela dei balneari, in difesa della nostra gente che non deve essere né sfruttata né impoverita. La categoria dei balneari e le altre categorie sotto attacco, come quella agricola, devono dare vita ad una unità di popolo per impedire a tutti i costi la distruzione di settori fondamentali della società italiana.
PRIMI FIRMATARI
Carlo Taormina - Avvocato
Roberto Fiore - Politico
Nino Galloni - Economista
Gianpaolo Lugini - Consigliere Regionale Abruzzo
Gloria Callarelli - Giornalista (Direttore Fahrenheit2022.it)
Ivan Catena - Imprenditore balneare
Pablo De Luca - Avvocato
Vincenzo Di Nanna - Avvocato
fahrenheit2022.it Contatta l'autore della petizione