PETIZIONE: INTERVENTO DEI SIGG.RI CARDINALI PER DIFENDERE I DIRITTI DELLA SEDE APOSTOLICA (ART. 3 UDG)

Alla cortese attenzione di tutti i Sigg.ri Cardinali del Collegio Cardinalizio e del Segretario di Stato, S.E.R. Card. Pietro Parolin
Eminenza Reverendissima,
dopo anni di incertezze e di silenzi, finalmente è stata portata alla luce la vera natura della Declaratio di Papa Benedetto XVI dell'11 febbraio 2013*.
Non si trattò affatto di un'abdicazione, ma di una decisio, un atto con cui Papa Benedetto XVI annunciava una situazione di sede impedita e di prossima usurpazione del Papato, rinunciando a proprio danno all’esercizio del ministerium, (esercizio del governo) ma non rinunciando al munus petrinum (titolo pontificio).
La dichiarazione è in parte assimilabile a quelle di esilio per vari monarchi europei, come nel caso di re Alfonso XIII di Spagna: https://www.romait.it/la-dichiarazione-di-esilio-di-alfonso-xiii-di-spagna-chiarisce-la-declaratio-di-benedetto-xvi.html
Ai sensi del can. 332 §2 del Codice di Diritto Canonico, perché la rinuncia del Romano Pontefice sia valida è indispensabile che essa riguardi il munus.
Tale difetto nella Declaratio di papa Benedetto XVI dell’oggetto rende l’atto NULLO per errore sostanziale, ai sensi dei cann. 124 §2, 126 e 188 del Codice di Diritto Canonico, che stabiliscono la nullità degli atti compiuti con errore circa ciò che costituisce la sostanza dell’atto stesso.
Inoltre, i cann. 412–415 definiscono perfettamente la Sede impedita, nella quale il Romano Pontefice non perde l’ufficio, ma deve rinunciare all’esercizio dello stesso. La situazione determinatasi dopo l’11 febbraio 2013 rientra con certezza in tale fattispecie giuridica, con la conseguenza che la Sede Apostolica non è mai divenuta vacante da quella data in poi.
Il testo latino della Declaratio e le sue traduzioni sono stati maldestramente camuffati e falsificati: lo stesso Mons. Georg Gaenswein conferma nel volume “Nient’altro che la verità” (2023) che il testo originale di papa Benedetto XVI fu oggetto di “piccole correzioni ortografiche e qualche precisazione giuridica” da parte del Card. Tarcisio Bertone e di Mons. Giampiero Gloder, circostanza non smentita dagli interessati, dopo una pubblica petizione https://www.petizioni.com/petizione_a_ser_card_tarcisio_bertone_ha_cambiato_lei_il_testo_della_declaratio_di_benedetto_xvi e oggetto successivamente di un esposto depositato presso il Tribunale penale vaticano.
L’obiettivo di tali manipolazioni era quello di far apparire il testo come una valida abdicazione del papa, ma, in ogni caso, dal punto di vista canonico la rinuncia al solo ministerium non produce alcuna vacanza della Sede Apostolica.
Ne consegue che il conclave successivo è stato convocato in assenza del presupposto essenziale della Sede vacante.
Pertanto, l’elezione di Papa Francesco è nulla di diritto, "senza che intervenga alcuna dichiarazione in proposito", a norma degli artt. 76 e 77 della Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis che sanciscono la nullità delle elezioni compiute in violazione delle norme stabilite e in mancanza delle condizioni giuridiche richieste.
Tale situazione non è una questione meramente teorica, ma incide direttamente su beni supremi della Chiesa:
- la salvezza delle anime, che nella Chiesa è legge suprema (can. 1752), gravemente compromessa dall’incertezza sull’autorità legittima;
- la liceità dei sacramenti, amministrati in comunione con un’autorità che non detiene legittimamente il munus petrinum;
- la validità delle canonizzazioni e beatificazioni, che richiedono l’autorità del Romano Pontefice;
- l’affidabilità del Magistero, incluso quello attribuito a Papa Francesco e a Papa Leone XIV, che risulta privo del fondamento giuridico necessario se proveniente da soggetti non legittimamente investiti dell’ufficio.
In forza del can. 212 §3 del Codice di Diritto Canonico, che riconosce ai fedeli il diritto e talvolta il dovere di manifestare ai Pastori le proprie preoccupazioni per il bene della Chiesa,
Le chiediamo formalmente e con la massima urgenza di ottemperare ai doveri dei Signori Cardinali sanciti nell’art. 3 della Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis: “Sia cura di tutti i Cardinali tutelare questi diritti [della Sede Apostolica].
Comunichiamo inoltre che il 6 giugno 2024 è stata depositata un’istanza penale presso il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, che ha dato luogo all’apertura di una istruttoria (protocollo n. 116/24).
Papa Leone XIV è stato altresì informato di tutto mediante una petizione sottoscritta da oltre 1500 fedeli, https://www.petizioni.com/a_ss_leone_xiv_richiesta_di_notizie_su_procedimento_giudiziario_sede_impedita_di_benedetto_xvi inviata in Segreteria di Stato il 24 marzo 2026, senza che a tutt’oggi sia pervenuta alcuna risposta.
Chiediamo pertanto:
- che sia dichiarata la perdurante validità del pontificato di Benedetto XVI fino alla sua morte;
- che sia dichiarata la Sede Vacante per morte di Benedetto XVI;
- che sia dichiarata la nullità dell’elezione di Papa Francesco per difetto originario di Sede vacante;
- che sia fatta piena chiarezza sulla posizione canonica di Papa Leone XIV;
- che sia ristabilita la certezza giuridica sull’autorità del Romano Pontefice, condizione indispensabile per la validità dell’ordine ecclesiale.
Glielo chiediamo con la massima urgenza anche per evitare a Santa Romana Chiesa le catastrofiche conseguenze giuridiche, istituzionali (e conseguentemente anche economiche) dovute ai PATTI LATERANENSI che regolano i rapporti fra Chiesa e Stato italiano, i quali presuppongono la ricezione dei pronunciamenti ufficiali dei legittimi papi (come la Declaratio di Benedetto XVI) e pretendono la certezza dell’identità del Romano Pontefice quale soggetto sovrano.
L’omissione di un intervento chiarificatore su una questione di tale gravità configurerebbe una responsabilità morale e canonica gravissima, in quanto lesiva dell’unità della Chiesa e della salus animarum.
Per Sua completezza di informazioni, si riporta presso il seguente link https://drive.google.com/file/d/1UgOxuayrthVxWqiQOWO5psnUHqsrqQnU/view lo studio che, in gran parte, è stato depositato presso il Tribunale penale dello Stato della Città del Vaticano.
Certi che vorrà agire secondo verità e giustizia, Le porgiamo i nostri ossequi.
I firmatari
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*Traduzione corretta del testo della Declaratio pronunciato verbalmente da papa Benedetto XVI secondo la prassi canonica del vivae vocis oraculo:
“Fratelli carissimi, vi ho convocati a questo Concistoro non solo a causa delle tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisio di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver esaminato più e più volte la mia coscienza davanti a Dio, sono giunto alla cognizione certa che per l’aggravarsi dell’età le mie forze non sono più adeguate ad amministrare il munus petrino. Sono ben consapevole che questo munus, secondo la sua essenza spirituale, debba essere esercitato non solo con l’azione e la parola, ma altresì con la sofferenza e la preghiera. Tuttavia, nel mondo della nostra epoca soggetto a rapide trasformazioni e sconvolto da questioni di grande peso per la vita della fede, per governare la barca di San Pietro e per annunciare il Vangelo è necessario anche un certo vigore del corpo e dell’anima, vigore che negli ultimi mesi in me è diminuito al punto tale che devo riconoscere la mia incapacità ad amministrare bene il ministerium che mi è stato affidato.
Per questi motivi, ben consapevole della gravità di quest’atto, in piena libertà dichiaro di rinunciare a mio danno al ministerium di Vescovo di Roma, successore di San Pietro, a causa del misfatto di un manipolo di cardinali il 19 aprile 2005, al punto che dal giorno 28 febbraio 2013, a partire dall’ora ventesima, la sede di Roma, la sede di San Pietro resti vuota, e dichiaro che è da convocarsi un Conclave per l’elezione di un nuovo Sommo Pontefice da parte di questi ai quali compete.
Fratelli carissimi, vi ringrazio di tutto cuore per tutto l’amore e la solerzia con cui avete portato con me il peso del mio servizio, e vi chiedo perdono per tutte le mie mancanze. Ora affidiamo la Santa Chiesa di Dio alla cura del suo Sommo Pastore, nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua Madre Maria che stia vicino con la sua materna bontà ai padri Cardinali nell’estirpare il nuovo Sommo Pontefice.
Per quanto mi riguarda, anche in futuro vorrei servire di tutto cuore la Santa Chiesa di Dio con una vita dedicata alla preghiera”.
Originale in latino: https://www.youtube.com/watch?v=6gdWvokV0QE
Fratres carissimi, non solum propter tres canonizationes ad hoc Consistorium vos convocavi, sed etiam ut vobis decisionem magni momenti pro Ecclesiae vita communicem. Conscientia mea iterum atque iterum coram Deo explorata ad cognitionem certam perveni vires meas ingravescente aetate non iam aptas esse ad munus Petrinum aeque administrandum. Bene conscius sum hoc munus secundum suam essentiam spiritualem non solum agendo et loquendo exsequi debere, sed non minus patiendo et orando. Attamen in mundo nostri temporis rapidis mutationibus subiecto et quaestionibus magni ponderis pro vita fidei perturbato ad navem Sancti Petri gubernandam et ad annuntiandum Evangelium etiam vigor quidam corporis et animae necessarius est, qui ultimis mensibus in me modo tali minuitur, ut incapacitatem meam ad ministerium mihi commissum bene administrandum agnoscere debeam. Quapropter bene conscius ponderis huius actus plena libertate declaro me ministerio Episcopi Romae, Successoris Sancti Petri, mihi per manus Cardinalium die 19 aprilis MMV commissum renuntiare ita ut a die 28 februarii MMXIII hora 20, sedes Romae, sedes Sancti Petri vacet et Conclave ad eligendum novum Summum Pontificem ab his quibus competit convocandum esse. Fratres carissimi, ex toto corde gratias ago vobis pro omni amore et labore, quo mecum pondus ministerii mei portastis et veniam peto pro omnibus defectibus meis. Nunc autem Sanctam Dei Ecclesiam curae Summi eius Pastoris, Domini nostri Iesu Christi confidimus sanctamque eius Matrem Mariam imploramus, ut patribus Cardinalibus in eligendo novo Summo Pontifice materna sua bonitate assistat. Quod ad me attinet etiam in futuro vita orationi dedicata Sanctae Ecclesiae Dei toto ex corde servire velim.
Andrea Cionci Contatta l'autore della petizione