Petizione a favore di una scuola "Reale" - Petition für eine „reale“ Bildung

Commenti

#7

Sono d'accordo

Francesca Pappalardo (Bolzano, )

#9

Mi rifiuto a mandare mio figlio di 7 anni von mascherina a scuola

Daniela Messner Grandegger (Nalles, )

#35

Ich unterschreibe da ich der gleichen Meinung bin

Elisabeth Strimmer (Meran, )

#44

Masken sind gesundheitsschädlich und Kinder haben das Recht auf Schule und Bildung!

Carmen Heil (Karneid, )

#47

Ich unterschreibe, weil ich mir für die Kinder eine Schule mit Abstandsregeln und Maskenpflicht nicht vorstellen kann.

Maria Künig (Chienes, )

#51

Voglio che i miei figli hanno una vita normale e che stanno bene.

Katrin Franzelin (Jenesien, )

#61

Firmo perché ho due bimbi rispettivamente di 3 anni e mezzo ed uno di nove, quest’ultimo con diagnosi di ADHD grave di tipo combinato. Firmo perché i bimbi, le loro esigenze emotive e le relazioni tra pari, il diritto all’istruzione di ogni ordine e grado non sono mai stati presi in considerazione dall‘inizio della pandemia (si è data persino priorità agli animali, che amo e rispetto, per carità, ma parimenti dovevano essere considerati i diritti dei bambini). Firmo perché si pensi veramente ad investire nel loro futuro, perché la società comprenda quanto è importante valorizzare le differenze di ciascun bambino/ragazzo traendo il meglio da ciascuno. Firmo perché la legge dell’inclusione diventi reale e sostanziale, non un semplice strumento politico, elettorale e di potere per sovrintendenti, dirigenti scolastici ed insegnanti!!!

Lorena Armondini (Bolzano, )

#62

Ich Mama von 3kindern bin und mit so einer Angst und Panikmache nicht einverstanden...

Sonja Thöni (Schluderns, )

#64

Sono assolutamente d'accordo con quanto scritto nella petizione. Non possiamo far vivere i nostri figli nella paura e senza farli socializzare.

Francesca Benin (Bolzano, )

#65

Tutto giusto che e' scritto!!!!!!

Magdalena Raffl (Schenna , )

#77

Ich keine Ahnung habe wie guter Unterricht mit Distanz- und Maske funktionieren soll.

Außerdem sehe ich wie schwer sich meine Kinder tun die Maske auch nur 10 min obenzubehalten.

Bitte schützt die Risikogruppen und lässt unsere Kinder leben. Sie sollen nicht lernen müssen vor ihrem Gegenüber ständig Abstand zu halten.

Kathrin Theiner (Meran, )

#86

I bimbi devono tornare a scuola con i suoi amici e maestri!Non davanti a uno schermo!Non lo accetto!

Karin Roncon (Laives , )

#87

La scuola non si deve fermare

Salvatore Nicolò (Bolzano, )

#91

Mir das Wohl meiner Kinder am Herzen liegt und sie jetzt schon sehr unter der Situation leiden und endlich wieder ein bisschen Normalität brauchen.

Karin Meraner (Eppan, )

#92

Perché l’approccio alla scuola dev’essere differente

Mara Bolognani (Vadena, )

#94

La gestione di questa impostazione è paradossale e strumentalizzata da chi non è competente.

Graziano Tessari (Laives, )

#110

Da es jetzt wichtig ist zusammen zu halten, gemeinsam etwas erreichen.

Marion Gostner (Bolzano, )

#116

Ritorno a scuola con sicurezza

Vincenzo Nasso (Bolzano, )

#118

Ich unterschreibe weil ich nicht möchte dass meine Kinder sozial distanziert aufwachsen müssen und eine psychische Schädigung entwickeln! Ich möchte dass Schule etwas schönes und positives für sie wird und nicht Ein Ort des Angst!

Johanna Gruber (Prad, )

#129

Condivido pienamente i contenuti della petizione.

Chiara Brazzo (Bolzano, )

#132

sono d’accordo!

Karin Colombi (San genesio atesino , )

#141

Weil ich kleine Kinder habe und ich möchte dass diese eine gute Zukunft haben

Petra Mairhofer (Ritten, )

#145

Faccio la Tagesmutter a casa e non posso lavorare se i miei bambini sono a casa con home schooling, perché quando loro studiano ci vuole silenzio. Come faccio allora con altri 4 o piú bambini piccoli in casa? E se non lavoro io probabilmente altre mamme non lavorano perché non sanno a chi portare i loro bambini... Grazie

Sibylle Covi (Steinegg, )

#146

Non manderò mio figlio a scuola se dovrà frequentare con obbligo di mascherina.

Fabrizio Giuriato (Bolzano, )

#157

Credo nella petizione

Monica Baraldi (Laives , )

#158

PILLOLE DI OTTIMISMO 2.0

[29 maggio 2020]

Partiamo col botto con le nostre pillole 2.0!

Con questo articolo sui bambini al tempo di COVID, della grande Sara Gandini, esperta di epidemiologia e statistica di valore mondiale (H-index = 62, Direttore di Ricerca a SEMM e IEO).

Aggiungo solo una cosa: spero davvero che lo leggano i colleghi del CTS italiano. Non solo, ma che lo leggano da veri scienziati, cioè con sincero desiderio di imparare dai dati.

I BAMBINI AL TEMPO DI COVID

[Sara Gandini]

Mentre le evidenze scientifiche scagionano i bambini sul fronte del virus, preoccupano le conseguenze che la chiusura delle scuole avrà sulla salute dei bambini

I bambini rappresentano una percentuale molto bassa di casi documentati di COVID-19, questa è una certezza, quello su cui si sta concentrando la ricerca è il loro ruolo nella trasmissione.

Per rispondere a questa domanda Jonas F Ludvigsson ha pubblicato recentemente su Acta Paediatrica una revisione sistematica della letteratura (1) che esamina gli aspetti della trasmissione COVID-19 dai bambini. Ha analizzato tutti gli articoli pubblicati nelle banche dati, sia su MEDLINE ed EMBASE sia nei server di prestampa medRxiv / bioRxiv, per evitare il publication bias (2) e includere gli studi più recenti.
Questa revisione sistematica della letteratura mostra innanzitutto che i bambini tendono ad avere una malattia più lieve rispetto agli adulti e spesso nessun sintomo. Si osserva poi, grazie agli studi sulla trasmissione nelle famiglie, che raramente il contagio parte dai bambini.
Una delle possibili spiegazioni è che il COVID-19 si trasmette attraverso le goccioline, ovvero per mezzo di starnuti, tosse, stretto contatto e toccando con le mani contaminate bocca, naso o occhi. Poiché i bambini hanno meno sintomi da COVID-19, come tosse e starnuti, rispetto agli adulti, questo comporta probabilmente una minore trasmissibilità. A questo proposito, in uno studio a Guangzhou, in Cina (3), gli autori hanno esaminato 4950 contatti stretti rispetto alla modalità di contatto e alle caratteristiche cliniche e hanno trovato una forte associazione tra gravità della malattia e trasmissione COVID-19.

Esiste ora un'ampia letteratura anche sulla trasmissione domestica, che ha mostrato che la possibilità di trasmissione dai bambini agli adulti è molto ridotta. Uno studio di Choi et al (4), pubblicato online il 6 aprile 2020, sintetizza tutta la letteratura su questo argomento e mostra che non ci sono casi di trasmissione da bambino a bambino o da bambino ad adulto. Qualche raro report descrive casi di contagio da bambini ad adulto, ma l’apparente precedente contagio dei bambini rispetto agli adulti sembra potrebbe essere dovuto soltanto ad un periodo di incubazione minore nei bambini.
In uno studio di Zhu et al (5), gli autori hanno identificato 31 gruppi di trasmissione domestica in Cina, Singapore, Stati Uniti, Vietnam e Corea del Sud, in cui i bambini sono stati coinvolti. In tre (9,7%) famiglie, il bambino era il caso indice (il caso primario). In uno studio di 66 gruppi familiari non è stato trovato alcun caso in cui il bambino fosse il caso indice e in un studio di 419 cluster domestici non si sono individuati casi di età inferire ai 15 anni. Bisogna inoltre considerare che nel caso dei virus dell'influenza H5N1 ci sono studi che mostrano che i bambini rappresentano il caso indice in oltre il 50% dei casi (5).

Anche i report degli studi reale life descrivono una diffusione molto limitata di COVID-19 tra bambini e da bambini ad adulti. Un bambino di nove anni ha frequentato tre scuole in Francia mentre era sintomatico con COVID-19, ma non ci sono evidenze che nessuno dei suoi 112 contatti scolastici abbia contratto il virus (6).

Anche il Centro nazionale australiano per la ricerca sull'immunizzazione nel Nuovo Galles del Sud ha descritto il caso di nove studenti delle scuole primarie e superiori e nove membri del personale con confermato COVID-19 (7). Queste 18 persone hanno avuto contatti con 735 studenti e 128 dipendenti e solo due bambini hanno contratto il COVID-19 da questi casi scolastici iniziali e nessuno del personale.

Finora non ci sono notizie di focolai di COVID-19 nelle scuole svedesi (comunicazione personale, Anders Tegnell, epidemiologo statale, Svezia, 12 maggio 2020). Tutta questa evidenza supporta l'ipotesi che anche se ci sono bambini asintomatici che frequentano le scuole, è improbabile che diffondano il contagio.

Gli studi di Jonas F Ludvigsson su Acta Paediatrica, che rivedono più di 500 articoli e lettere scientifiche pubblicati, incluse le pubblicazioni più recenti, sono decisamente rassicuranti. L’autore conclude infatti conclude affermando che sembra improbabile che l’apertura delle scuole e degli asili possa portare ad un incremento significativo della mortalità.

Su questo argomento interviene anche Kevin Drum su Mother Jones in un articolo pubblicato il 23 maggio (8), mettendo in discussione l’efficacia della chiusura delle scuole nel ridurre la mortalità da Covid-19. Descrive una serie di articoli tra cui un’altra importante revisione sistematica degli studi pubblicata il 6 aprile su The Lancet. Child & Adolescent Health. Gli autori di quest’ultima revisione avevano analizzato tutti gli studi sull'efficacia delle chiusure scolastiche e altre pratiche di allontanamento sociale della scuola nella Cina continentale e Hong Kong (9). I 16 studi inclusi, che descrivevano gli effetti della chiusura delle scuole rapidamente implementata, suggeriscono che questa misura non ha contribuito al controllo dell'epidemia. Secondo i modelli predittivi inclusi nella revisione, la chiusura delle scuole da sola è in grado di impedire al massimo il 2-4% dei decessi, molto meno di altri interventi di distanziamento sociale. Uno studio pubblicato invece il 1 maggio su Lancet Public Health (10) ha evidenziato la necessità di tenere in considerazione rischi e benefici della chiusura delle scuole, compreso il fatto che senza adeguate misure di sostegno, questa misura aumenta il bisogno di assistenza all'infanzia anche da parte di genitori impegnati a gestire l’emergenza COVID-19 come operatori sanitari, annullando di fatto i benefici che la chiusura delle scuole potrebbe avere nel ridurre il numero di morti.

I dati provenienti da Corea del Sud e successivamente Islanda, che hanno effettuato test su vasta scala nella popolazione, hanno confermato un numero significativamente ridotto di positivi a COVID-19 nei bambini. Questo stesso risultato è stato rilevato anche nella città italiana di Vo, dove si è effettuato uno screening del 70% della popolazione, non trovando nessun bambino con età inferiore a10 anni positivo, nonostante un tasso positivo del 2,6% nella popolazione generale (11).

Nella stessa direzione vanno anche i risultati presentati in una Research letter pubblicata su JAMA il 20 maggio (12), che stima che i bambini esprimono significativamente meno il recettore ACE2 - quello che il SARS-CoV-2 usa per infettare le cellule - rispetto agli adulti, e questo supporta l’ipotesi della minore suscettibilità dei bambini all'infezione. Il campione non è piccolo e gli autori sono riusciti ad includere un'analisi multivariata aggiustando le stime anche per asma e sesso. Anche gli autori di questo studio concludono quindi che i bambini, oltre ad ammalarsi di meno, si infetterebbero anche di meno e sarebbero meno contagiosi.

Tutti questi studi sono osservazionali, a volte non ancora sottoposti a Peer reviewed, possono quindi avere delle fonti di distorsione o essere di bassa qualità. Tuttavia, il fatto che siano coerenti e vadano tutti nella stessa direzione è molto rassicurante.

Attualmente le scuole e asili nido in tutto il mondo stanno implementando buone pratiche per evitare comunque i rischi, come ad esempio insegnare ai bambini a lavarsi le mani. Ovviamente qualche precauzione bisogna comunque prenderla per evitare che le scuole e gli asili possano diventare nodi di trasmissione della malattia e si dovrà vigilare perché i bambini con sintomi non frequentino la scuola. Tuttavia, vista l’evidenza scientifica accumulata finora, anche nel caso in cui qualche bambino frequentasse la scuola poco prima che compaiano i sintomi, non dovrebbe essere un sostanziale veicolo di diffusione del virus.

Numerosi scienziati sono concordi nel ritenere che i politici devono tenere in conto di questa vasta rassicurante evidenza scientifica quando prendono decisioni che riguardano le chiusure scolastiche, soprattutto quando vengono attuate per lunghi periodi.

Non si possono per altro ignorare le evidenze che si stanno accumulando sui danni collaterali provocati nei bambini dalle conseguenze del lockdown e soprattutto della chiusura prolungata di servizi educativi e scuole. Oltre al ritardo educativo, che per la maggioranza (13) è molto rilevante, si associano manifestazioni di disagio psicologico non sempre reversibili, derivanti dalla prolungata mancanza di apporti educativi e di tempi adeguati di socializzazione. Le maggiori riviste e associazioni internazionali pediatriche continuano a ribadire che il rischio di compromissione di aspetti cognitivi, emotivi e relazionali conseguenti alla prolungata chiusura delle scuole è molto alto (14). I pediatri insistono che è urgente trovare strategie per far ripartire la scuola, se si vuole evitare che alla crisi sanitaria ed economica se ne aggiunga una educativa e sociale dalle conseguenze pesanti per tutti i bambini (14).

Aggiungo, in quanto madre e ricercatrice, che a rimanere a casa e prendersi cura dei figli piccoli se le scuole restano chiuse sono soprattutto le donne. Questo non solo non aiuta le donne, ma nemmeno la società intera che ha bisogno di tutte le competenze in questa emergenza. Ricordo che in Italia il numero delle donne in medicina sotto i 65 anni ha superato quello degli uomini (anche se non nella progressione di carriera), per non parlare dell’altissima percentuale di infermiere e ricercatrici (15). La società ha bisogno delle competenze delle donne e ha bisogno della scuola, il vero motore di sviluppo di un paese.

1) Ludvigsson JF. Children are unlikely to be the main drivers of the COVID-19 pandemic - a systematic review [published online ahead of print, 2020 May 19]. Acta Paediatr. 2020

2) Paez A. Grey literature: An important resource in systematic reviews [published online ahead of print, 2017 Dec 21]. J Evid Based Med. 2017;10.1111/jebm.12265. doi:10.1111/jebm.12265

3) Luo L, Liu D, Liao X, et al. Modes of contact and risk of transmission in COVID-19 among close contacts. medRxiv 26 March 2020

4) Choi SH, Kim HW, Kang JM, Kim DH, Cho EY. Epidemiology and clinical features of coronavirus disease 2019 in children. Clin Exp Pediatr. 2020;63(4):125‐132.

5) Zhu Y, Bloxham CJ, Hulme KD, et al. Children are unlikely to have been the primary source of household SARS-CoV-2 infections SARS-CoV-2. medRxiv 2020: 2020

6) Danis K, Epaulard O, Benet T, et al. Cluster of coronavirus disease 2019 (Covid-19) in the French Alps, 2020

7) National Center for Immunization Research and Surveillance. COVID-19 in schools: the experience in New North Wales, April 26 2020 (http://ncirs.org.au/covid-19-in-schools consultato il 28 maggio), 2020.

8) Today’s Unpopular Opinion: Rand Paul Might Be Right About School Closures https://www.motherjones.com/kevin-drum/2020/05/todays-unpopular-opinion-rand-paul-is-probably-right-about-school-closures/?fbclid=IwAR1t-IUw4EbhPIxOZdvAFGhCWkq_bNjUjWc0WWqPoxPMmHMoPNbOtV_MP_g

9) Viner RM, Russell SJ, Croker H, et al. School closure and management practices during coronavirus outbreaks including COVID-19: a rapid systematic review. The Lancet. Child & Adolescent Health. 2020 May;4(5):397-404.

10) Bayham J, Fenichel EP. Impact of school closures for COVID-19 on the US health-care workforce and net mortality: a modelling study. Lancet Public Health. 2020;5(5):e271‐e278.

11) https://dontforgetthebubbles.com/evidence-summary-paediatric-covid-19-literature/

12) Bunyavanich S, Do A, Vicencio A. Nasal Gene Expression of Angiotensin-Converting Enzyme 2 in Children and Adults. JAMA. Published online May 20, 2020

13) https://www.savethechildren.it/press/coronavirus-un-milione-di-bambini-pi%C3%B9-rischiano-di-cadere-povert%C3%A0-assoluta

14) http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=85658

15) https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2020/03/04/8-marzo-sorpasso-delle-donne-medico-tra-under-65-sono-piu-degli-uomini_b5830225-24ac-4e48-9cb6-bcc1f8ba9581.html

Maurizio Valsesia (Merano, )

#162

Sto firmando perché non accetto che vengano prese decisioni sui nostri figli e sulla scuola in modo semplicistico e incapace di guardare alla complessità della loro educazione e del loro sviluppo emotivo e sociale. Viviamo contraddizioni inaccettabili e le forze politiche hanno il dovere di guardare ai nostri figli coinvolgendo esperti e risorse per creare la migliore offerta possibile, che tenga conto di tutti gli aspetti della vita di bambini e ragazzi anche e soprattutto in periodo di emergenza. Le soluzioni ci sono. Ascoltateci.

M.MANUELA MARTELLI (LAIVES , )

#163

È inutile non mandarli a scuola per rischio contagio se poi li troviamo la sera al bar o nelle piazze. Grazie

Alfonso Pilato (Laives, )

#174

Ritengo che i nostri bambini non possano pagare un prezzo così grande. Esistono soluzioni ben più efficaci e creative da mettere in campo che non il mero l'isolamento emotivo e distanziamento sociale.

Anna Maria Giacobbe (Bolzano, )

#180

Sto firmando perché voglio che scuola rimanga umana!!! Luogo di socializzazione ed empatia, luogo di rapporti umani.

Manuela Bozzoli (Bolzano , )

#182

Per proteggere i bambini da questa indifferenza

Romina Roccato (Bolzano, )

#183

I hon ongscht fir di Zukunft meiner Kindo

Dario Taraboi (Bolzano, )

#186

Perché i bambini non possono stare isolati e guardare il PC per ore. Inoltre la mascherina non fa bene alla loro salute... respirare CO2 per ore significa uccidere il loro sistema immunitario.

Monika Furlan (EGNA , )

#195

La dignità dei piccoli e giovabi

Barbara Degli Agostini (Bolzano , )

#197

Condivido tutto quello che è stato esposto

Miriam Castelli (Bolzano, )



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Promuoveremo questa petizione a 3000 persone.

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