Aboliamo la SIAE

Nuova tassa su tablet e smartphone voluta dalla SIAE.

Perchè queto balzello? Secondo quanto stabilisce la Siae (Società italiana autori editori): "In cambio della possibilità di effettuare una copia personale di registrazioni, tutelate dal diritto d'autore". Dunque per fare una copia di contenuti audio-video di cui siamo già legittimi proprietari. Per esempio per portare la compilation di Cd e Dvd su un secondo dispositivo personale come un lettore Mp3, smartphone o tablet. Ma anche un programma Tv, un cartone animato e un filmato (anche di YouTube) che riversiamo su un hard disk esterno. Gli incassi Siae servono dunque per compensare i mancati introiti degli autori. Secondo Guido Scorza, giornalista e Blogger del fatto Quotidiano, La Siae - che dall'attività di incasso e ripartizione della copia privata ricava, ogni anno, a titolo di 'rimborso spese', milioni e milioni di euro, in proporzione, appunto, al volume complessivo di quanto incassato - si era persino spinta a 'precompilare' una bozza del decreto, inserendo essa stessa, in rosso, gli importi delle tariffe che il Ministro avrebbe dovuto stabilire. E Scorza si scaglia contro la decisione ministeriale di non pubblicare i risultati dell'indagine di mercato commissionata dal predecessore Bray: "Perché il Ministero non pubblica sul proprio sito Internet i risultati della ricerca commissionata dall'allora Ministro Massimo Bray? Cosa ha da nascondere? Forse quella ricerca dice l'ovvio ovvero che i consumatori italiani pur usando smartphone e tablet per ascoltare musica e guardarsi film non li usano così tanto come racconta Siae per farsi quelle copie private che solo giustificano le esose tariffe che si vorrebbero stabilire nel nuovo decreto? Possibile che nella sola Italia debba pagarsi oltre il 30% di quanto si paga complessivamente nei 23 dei 28 Paesi europei nei quali esiste l'equo compenso?"

 

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