Il Comune di Genova vuole rendere abitabili i bassi in centro storico facendo un assist alle mafie, chiediamogli di ripensarci

BAEA3E2A-AB43-4C33-BF91-A056615F1166.jpegLa giunta del Comune di Genova ha deliberato un documento che propone alcune modiche al PUC(Piano Urbanistico Comunale).

Tra queste la possibilità di trasformare i locali piani strada in centro storico, i cosiddetti bassi, in unità abitative 

Con questa decisone il Comune di Genova rischia di fare un grosso assist alla criminalità organizzata, che rappresenta l’unico soggetto in grado di poter acquistare e ristrutturare i locali piani strada e che già oggi, come dimostrano le recenti confische, utilizza per lo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e della clandestinità.

Con questa modifica, inoltre, si indebolirebbe l’attività delle forze dell’ordine che, tra i loro strumenti per il contrasto alla criminalità organizzata, hanno proprio il perseguimento dei proprietari dei “bassi” che sfruttano la prostituzione, affittando a cifre esorbitanti locali piano strada non abitabili per lo svolgimento dell’attività illecite.


Rendere abitabili magazzini e locali ai piani strada non è un’azione di riqualificazione e rischia di produrre maggior degrado e un pericoloso aumento del carico abitativo che necessiterebbe di maggiori servizi ad esso dedicato quali raccolta rifiuti, lavaggio strade, derattizzazioni...servizi che già oggi nelle attuali condizioni manifestano tutti i loro limiti.

Inoltre la modifica non va nemmeno a soddisfare un’eventuale esigenza abitativa poiché nella città di Genova sono stati mappati oltre 30 mila alloggi non abitati e circa 10 mila di questi si trovano in centro storico.

Per rilanciare progetti commerciali o imprenditoriali e rivitalizzare positivamente il Centro Storico  servono altre proposte: la Pubblica Amministrazione si impegni per mettere in atto una defiscalizzazione nei confronti di quei proprietari virtuosi che decidono di affittare a prezzi ampiamente calmierati, come avvenuto con il Patto d’area a Prè, o sostengano e promuovano progetti “alternativi” proposti dalla società civile.  Laddove alcuni progetti sociali e culturali sono stati realizzati riqualificando i vicoli del centro storico, si è verificato un volano positivo che ha attirato nuovi imprenditori commerciali ad investire, rimettendo in moto l’economia di alcune zone e garantendo maggiore presidio, vivibilità e sicurezza dei territori.

Chiediamo alla Giunta comunale di ripensarci stralciando la modifica al Puc e di convocare un tavolo con tutti i soggetti attivi in centro storico per trovare tutti  insieme soluziomi idonee alla riqualificazione dei bassi. 

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