Petizione a favore di una scuola "Reale" - Petition für eine „reale“ Bildung

Al Presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher

Siamo un gruppo di genitori, insegnanti, rappresentanti del mondo civile, e vorremmo sottoporre all’attenzione di tutti i membri del nostro consiglio provinciale alcune importanti considerazioni per quanto riguarda il futuro della scuola. Riteniamo che al mondo della scuola non sia stata data la dovuta attenzione da parte delle istituzioni. Si è scelto di chiuderla, sono stati stanziati alcuni milioni di euro per la Didattica A Distanza (di seguito denominata DAD), ma è mancata una riflessione che ci permetta di ripartire in una condizione di BENESSERE generale. Dovremmo chiederci tutti, come genitori, come insegnanti, come dirigenti e come cittadini, quale scuola, e di conseguenza quale società, vogliamo costruire per il domani. Cosa vogliamo trasmettere ai nostri bambini e ragazzi? Su quali principi e con quali basi vogliamo riaccogliere, riaprire ed incontrare nuovamente i nostri giovani? Ciò che purtroppo emerge, da tutte le proposte che abbiamo sentito fino a questo momento è un principio di PAURA: - paura del contagio - paura del contatto - paura del respiro - paura della contaminazione - paura della vicinanza. In sostanza PAURA DI VIVERE. Vogliamo davvero accettare l'idea che la possibilità di riabbracciarci dipenda dalla scoperta di un vaccino? NOI NON SIAMO D’ACCORDO e sentiamo la necessità di fare proposte costruttive. I bambini, i ragazzi e i giovani non conoscono e non dovrebbero conoscere il distanziamento sociale, che implica una lontananza non solo fisica, ma anche UMANA dagli altri. Una distanza innaturale, che non fa parte di ciò che caratterizza ogni essere umano. Vogliamo parlare del concetto di assembramento in termini positivi, perché i bambini naturalmente si assembrano, PER FORTUNA lo fanno. In maniera innata si avvicinano, ricercano contatto, abbracciano le persone che sentono vicine, ricercano conforto, e poi si scambiano oggetti, giochi e si parlano a distanza ravvicinata. NOI NON RIUSCIAMO AD IMMAGINARE una scuola, né un mondo, in cui tutto ciò non accada, neanche per un periodo limitato di tempo, perché creare un’abitudine di questo tipo, è molto rischioso, soprattutto in bambini che si apprestano ad affacciarsi alla vita. Chi lavora con i bambini e con i giovani sa che IL RISCHIO ZERO NON ESISTE e che il rapporto adulto-bambino si crea attraverso la gestualità, che necessariamente comporta un contatto fisico. A scuola TUTTO è condivisione e vicinanza. Se vogliamo parlare di distanziamento, possiamo semmai pensare di creare classi ridotte. Possiamo progettare una didattica che coinvolga maggiormente gli spazi all'aperto, traendo spunto da prassi già ampiamente in uso in altre culture, come avviene con successo in Germania, in Danimarca, e anche in numerose città italiane. Noi non vogliamo che i nostri bambini e i nostri ragazzi stiano seduti tutto il tempo-scuola lontani dagli altri, divisi magari da uno schermo di plexiglass, con una mascherina sulla faccia diverse ore al giorno. Non vogliamo che abbiano questo ricordo della loro infanzia o adolescenza. Riteniamo doverosa una seria riflessione sulla proposta di utilizzo dei dispositivi di protezione come la mascherina, perché fino a questo momento non si è aperto un sufficiente dibattito su questo tema. A volte basta il buon senso per capire che certe pratiche non sono attuabili o che, semplicemente, i danni relativi al loro uso superano di gran lunga i benefici. La prima considerazione su un eventuale obbligo della mascherina riguarda la DIFFICOLTÀ DI RESPIRAZIONE, ma possiamo aggiungere anche quella di COMUNICAZIONE. Trascorrere diverse ORE con la mascherina davanti al naso e alla bocca può comportare danni gravissimi, dal punto di vista non solo FISICO, ma anche EMOTIVO, SOCIALE e PSICOLOGICO e riguardo a questo si possono aprire ampi dibattiti, chiamando in causa i più grandi esperti in questi ambiti. Per quanto riguarda invece la DAD, vogliamo portare all’attenzione l’incidenza negativa sulla salute fisica e psichica dei bambini e dei ragazzi dell’utilizzo di uno schermo per parecchie ore. Ci sono esperti che parlano addirittura della cosiddetta “demenza digitale”. Da diversi anni si parla dei problemi di attenzione e di iperattività, chiamando in causa la sovraesposizione allo schermo e la sedentarietà! NON È QUESTA LA SCUOLA, NÉ LA SOCIETÀ CHE VOGLIAMO. Vorremmo a tal proposito ricordare la definizione di salute da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: “La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non solo l’assenza di malattia”. Pensiamo che sia giusto ripensare la scuola, alla luce di quanto stiamo vivendo oggi. Dobbiamo imparare dagli errori, per migliorare. Possiamo partire dagli edifici. Le nostre scuole spesso hanno aule inutilizzate, che possono essere riabilitate. Hanno giardini o spazi all’aperto, che possono essere resi agibili! Il denaro può essere investito nella scuola per ripensare gli spazi, non solo per investire nella tecnologia. Nel nostro ricco Alto Adige abbiamo a disposizione grandi spazi immersi nel verde, che si prestano molto bene per meravigliose lezioni all’aperto. L’ambiente esterno è ricco di stimoli per apprendere. Possiamo ripartire dalla natura, per aiutare i nostri giovani a conoscere e sperimentare i luoghi in cui vivono, per apprezzare e valorizzare la ricchezza racchiusa nel mondo che ci circonda. Il nostro territorio offre molte possibilità anche dal punto di vista storico e scientifico. Abbiamo musei, castelli, giardini, luoghi storici, che ben si prestano per affrontare gli argomenti del curricolo, che può essere ripensato e riadattato, in funzione della realtà che sta cambiando. Dobbiamo rimettere la pedagogia al centro dei nostri pensieri insieme all’educazione civica, alla formazione completa dei cittadini di domani. Vogliamo inoltre affrontare la gravità del problema di tutti i bambini con bisogni educativi speciali, con un piano educativo individualizzato, che la DAD sembra aver completamente dimenticato, e che sono stati di gran lunga i più penalizzati da questa didattica. Può darsi che sia stata utile a mantenere un minimo contatto in questi mesi, ma non è sufficiente, perché questa modalità di relazione NON È REALE e non può essere accettata nella normalità. È fondamentale essere consapevoli che le scelte che si faranno incideranno in maniera significativa sulle generazioni che verranno. Questo comporta necessariamente una seria riflessione sul futuro della scuola. Quello di cui abbiamo bisogno oggi è di essere ascoltati, come genitori, come insegnanti, come membri della società che stiamo costruendo insieme. Saremo noi il supporto per pensare in maniera coraggiosa al futuro della scuola: una scuola che trasmetta valori umani, conoscenze, rispetto per la natura. Una scuola che investa sul territorio e sulla nuova generazione, affinché cresca con il coraggio di affrontare le sfide del futuro in un'ottica umana e comunitaria. La scuola può ripartire solo da questo. Chiediamo come insegnanti, come genitori, come costruttori del mondo di domani, di poter continuare a donare speranza e coraggio ai nostri ragazzi, perché questo è l'unico modo in cui riusciamo a guardare al futuro.

 

An den Landeshauptmann Arno Kompatscher

Wir sind Eltern, LehrerInnen, BürgerInnen und möchten den Mitgliedern des Landtages einige Überlegungen bezüglich unserer Sicht der Zukunft des Kindergartens und der Schule näher bringen.
Wir denken, dass dem Kindergarten und der Schule von Seiten der Institutionen nicht die gebührende Aufmerksamkeit geschenkt wurde. Man hat beschlossen sie als erstes zu schließen, man hat einige Millionen Euro in den Fernunterricht investiert, es fehlt jedoch bislang ein Nachdenken darüber, wie der Schulbetrieb wieder aufgenommen werden kann und zwar im Sinne eines WOHLBEFINDENS aller.
Als Eltern, als LehrerInnen, als Schulführungskräfte, als BürgerInnen, fragen wir uns wie wir in Zukunft Bildung und als Konsequenz daraus unsere Gesellschaft gestalten wollen.
Was möchten wir unseren Kindern und Jugendlichen vermitteln? Auf welchen Grundlagen und mit welchen Leitlinien möchten wir Kindergarten und Schule wieder öffnen und unsere Kinder und Jugendliche wieder treffen? Leider steht bei allen Vorschlägen, welche wir bis jetzt gehört haben, die Angst im

Mittelpunkt:

-Angst vor Ansteckung
-Angst vor Kontakt
-Angst vor dem Atem
-Angst vor der Nähe

Zusammengefasst: ANGST VOR DEM LEBEN
Wollen wir wirklich akzeptieren, dass eine Umarmung erst wieder möglich ist, wenn der Impfstoff gefunden ist? WIR SIND DAMIT NICHT EINVERSTANDEN und finden es notwendig die bisherige Richtung zu überdenken und neue Wege einzuschlagen.
Kinder und Jugendliche kennen das Konzept „soziale Distanz“ nicht und sollten es auch nicht kennen, impliziert es ja nicht nur physische Distanz, sondern vor allem auch
MENSCHLICHE. Eine unnatürliche Distanz, welche dem menschlichen Wesen an sich fremd ist.
Wir möchten über das seit einiger Zeit in Verruf geratene Zusammensein von Menschen in positiver Weise sprechen, weil Kinder den natürlichen Drang haben zusammenzukommen.
ZUM GLÜCK. Sie nähern sich einander, suchen Kontakt, umarmen Menschen, die sie gern haben, suchen Zuwendung, sie tauschen Objekte und Spielsachen und reden miteinander in unmittelbarer Nähe.
Wir können uns WEDER EINEN BILDUNGSKONTEXT NOCH EINE WELT VORSTELLEN, WO SOZIALE DISTANZ VORHERRSCHT, nicht einmal für eine begrenzte Zeitspanne. Eine derartige Gewohnheit zu erschaffen ist gefährlich, vor allem für Kinder, die Wege suchen sich in der Welt zurechtzufinden.
Wer mit Kindern und Jugendlichen arbeitet, weiß, dass RISIKEN NIE AUSGESCHLOSSEN werden können. Die Beziehung Erwachsene/r-Kind gründet sich auf auf mehr als nur Worten, physischer Kontakt ist unabdingbar. In Schule und Kindergarten ist Austausch und Nähe ALLES.
Wir möchten nicht, dass unsere Kinder die ganze Zeit entfernt voneinander sitzen, vielleicht durch Plexiglasscheiben getrennt und dass sie dabei viele Stunden am Tag eine Maske tragen sollen. Wir finden es notwendig die Vorschläge für die Schutzausrüstung zu überdenken, bis jetzt fand noch keine ausreichende Diskussion darüber statt.
Manche Maßnahmen sind in der Praxis nicht anwendbar sind, da der Schaden größer ist als der Nutzen.
Unsere Kritik am Tragen der Maske von Kindern und Jugendlichen betrifft vor allem zwei
Aspekte: die SCHWIERIGKEIT ZU ATMEN und die ERSCHWERTE KOMMUNIKATION beim Tragen einer Maske. Viele Stunden mit von einer Maske bedeckter Nase und bedecktem Mund zu verbringen, kann schwerwiegende gesundheitliche Folgen nach sich ziehen, nicht nur KÖRPERLICHE, auch EMOTIONALE, SOZIALE und PSYCHOLOGISCHE. Wir fordern dazu auf, ExpertInnen aus verschiedenen Disziplinen mit einzubeziehen, um einen größeren Einblick in das
Thema zu gewinnen. Auch das stundenlange Sitzen vor einem Bildschirm im Fernunterricht kann sich negativ auf die physische und psychische Gesundheit von Kindern und Jugendlichen auswirken. Einige WissenschaftlerInnen warnen vor der sogenannten „digitalen Demenz“ und sehen
die Ursache von Aufmerksamkeitsstörungen und Hyperaktivität in zu wenig Bewegung und häufiger Beschäftigung mit digitalen Medien.
WIR DISTANZIEREN UNS VON EINER DERARTIGEN SCHULE, VON EINER DERARTIGEN GESELLSCHAFT!
Wir möchten in diesem Zusammenhang an die Definition von Gesundheit der Weltgesundheitsorganisation erinnern: „Gesundheit ist ein Zustand vollkommenen
körperlichen, geistigen und sozialen Wohlbefindens und nicht allein das Fehlen von Krankheit“. Wir finden es wichtig, in der Situation, in der wir uns heute befinden, Bildung zu überdenken.
Wir können eine Didaktik ins Auge fassen, welche in kleineren Gruppen stattfindet, sowie Außenbereiche mehr miteinbezieht. Dies wird bereits in Ländern wie Dänemark und Deutschland erfolgreich erprobt. Oft haben unsere Schulen ungenutzte Räume, welche wieder „bewohnt“ werden könnten. Nicht nur in die Technologie, sondern vor allem in neue Räumlichkeiten und Außenbereiche könnte Geld investiert werden. In Südtirol haben wir viele Plätze im Grünen, welche für wunderbare Unterrichtseinheiten im Freien geeignet sind. Die Natur ist reich an Lernanreizen.
Kinder und Jugendliche können durch die Erfahrungen in der Natur den großen Wert der grünen Umgebung kennen und schätzen lernen. Unser Land bietet auch vielfältige Möglichkeiten aus geschichtlicher und naturwissenschaftlicher Sicht. Wir haben Museen, Schlösser, Gärten, historische Orte, welche sich hervorragend eignen, um Themenbereiche der Lehrpläne zu erarbeiten. Bildung kann so hinsichtlich der sich verändernden Wirklichkeit überdacht und angepasst
werden.
Wir möchten außerdem die Schwierigkeiten der Kinder und Jugendlichen mit besonderen Bedürfnissen, mit einem Individuellen Bildungsplan, erwähnen, deren Bedürfnisse vom Fernunterricht in keiner Weise befriedigt werden. Wir müssen Bildung und Pädagogik wieder mehr in den Mittelpunkt rücken, um den
BürgerInnen von Morgen eine gute Zukunft zu ermöglichen. Es ist wichtig, sich bewusst zu sein, dass die jetzt getroffenen Entscheidungen die
künftigen Generationen in bedeutender Weise prägen werden. Wir wünschen uns gehört zu werden, wir als Eltern, als LehrerInnen, als Mitglieder der
Gesellschaft, die wir zusammen erschaffen. Wir unterstützen beim Nachdenken über die Bildung der Zukunft: Eine Bildung welche Menschlichkeit, Kompetenzen und Respekt vor der Natur vermittelt. Eine Bildung welche in das Land und in die neue Generation investiert. Eine Bildung, die daran wächst, den Herausforderungen in menschlicher und kommunikativer Weise zu begegnen. Nur unter diesen Prämissen können für uns Schule und Kindergarten wieder beginnen.
Wir als Eltern, als LehrerInnen, als GestalterInnen der zukünftigen Welt, möchten den Kindern und Jugendlichen weiterhin Hoffnung und Mut schenken, weil dies die einzige Art und Weise ist, wie wir in die Zukunft schauen können.

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