Petizione, contro l'abuso del contratto a tempo determinato

Alla Cortese attenzione di tutte le Istituzioni e delle OO. SS. di categoria;

Nell'ultimo ventennio si è assistito in Europa ad una serie di radicali riforme del mercato del lavoro, tutte incentrate sulla costante tensione fra efficienza del mercato ed affermazione dei diritti sociali.

L'istituto del contratto a termine è quello che negli ultimi tempi ha subito le maggiori trasformazioni e, con il decreto del 2001, non mancano incertezze e ambiguità che portano a letture diverse e a interpretazioni che portano, in alcuni casi, ad allargare lo spettro decisionale del datore di lavoro.

Uno dei casi più clamorosi dell'uso – abuso del contratto a termine in Italia, è quello riscontrato nel modus operandi della società Poste Italiane S.p.A. per quanto riguarda le assunzioni pro tempore per fronteggiare i picchi di attività produttiva, facendo si che lo stesso, diventasse nella sostanza, il contratto predominante, passando da una prima fase in forma eccezionale, a una successiva, quella di oggi, della regola.

Tale comportamento, non ha fatto altro che creare e reiterare nel tempo precariato, senza realmente aggiungere nuovi posti di lavoro. A tal proposito chiediamo alle Istituzioni di mettere fine a questo uso sconsiderato, da parte di Poste Italiane, del contratto a termine e dare a tutti noi la possibilità di ritornare a lavorare, mediate la creazione di una nuova graduatoria, da cui la società può attingere “forza lavoro” per far fronte alla mancanza di personale, più volte denunciata da Enti e soggetti privati.

Il Comitato Ricorsisti Poste

 

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