PER NON FAR MORIRE LO SPORT SCOLASTICO

Gent.ma Presidente Giorgia Meloni,

lo scorso giugno abbiamo proposto ai colleghi di Scienze Motorie una petizione che riguardava una avvilente organizzazione della fase nazionale dei Nuovi Giochi della Gioventù svoltasi a Roma. La petizione è stata firmata da 866 colleghi, il link della petizione è:

https://www.petizioni.com/salviamo_lo_sport_scolastico_dai_giochi_della_gioventu#a

La petizione era indirizzata a Lei e ai Ministri Abodi e Giorgetti. Mentre i Ministri Abodi e Giorgetti hanno avuto la copia, abbiamo aspettato ad inviarla a Lei per verificare se le paure che avevamo previsto nella petizione si sarebbero avverate durante quest’anno scolastico oppure se le nostre valutazioni sull’inapplicabilità del Progetto fossero errate. La realtà è invece ancora più brutta delle previsioni.

Le circolari ministeriali per la proposta dei Nuovi GdG di quest’anno sono arrivate il 29 dicembre 2025 a scuole chiuse per le vacanze natalizie. Le scuole dovrebbero, all’inizio del 2° quadrimestre, iscriversi a competizioni “innovative” senza conoscere i dettagli delle schede tecniche per ogni disciplina e dunque i regolamenti. Mancano, sulla piattaforma dove avviene l’adesione alle gare, le specialità su cui si dovrebbero preparare gli studenti. Ciò impedisce ai docenti di capire se la o le classi siano o meno in grado di partecipare. Se pensiamo che una seria programmazione, come tuona un giorno si e l’altro ancora il Ministro dell’istruzione e del MERITO, dovrebbe iniziare a giugno dell’anno precedente, la situazione attuale per quanto riguarda l’introduzione dei Nuovi GdG è una reale presa in giro dei docenti, oppure, se si vuole essere gentili, il responsabile di questa situazione pare privo delle minime nozioni di sport scolastico oltre che della legge 41 dei Nuovi Giochi della Gioventù. Poiché la legge prevedrebbe infatti una sessione estiva e una invernale: lei ci saprebbe dire in quale delle due siamo in questo momento?

Il punto che rende impossibile la realizzazione del progetto è la partecipazione per classi. Questa esperienza fu fatta nella scuola sperimentalmente circa trent’anni fa, fallì miseramente e fu subito eliminata perché in Italia come all’estero, le classi hanno delle caratteristiche totalmente diverse fra loro addirittura nella stessa scuola. Basti pensare al differente numero di alunni, di maschi e di femmine, di alunni con disabilità, ripetenti e anticipatari, che sono le variabili più comuni o alle classi eterogenee per chi lavora con il metodo Montessori. Confrontarsi con queste regole è impossibile, oltre che inutile! Chi ha fatto questa proposta non conosce la scuola e nemmeno come deve essere organizzato lo sport scolastico.

Entrando nel merito della situazione esprimiamo alcune semplici domande:

- a questo punto dell’anno come è pensabile prevedere fasi di istituto, provinciali, regionali per arrivare alla fase nazionale nelle dieci specialità previste dal progetto per le cinque categorie, due del primo grado e tre del secondo?

- è pensabile che un istituto di 30 classi partecipi totalmente alle gare? Come è possibile organizzare un’uscita di questo genere?

- quali palazzetti potrebbero garantire la presenza di centinaia o, a questo punto, migliaia di studenti tutti insieme. Si è pensato alle grandi città e alle grandi regioni con tante province?

- per fare una preparazione per classe, oltre alle ore di educazione fisica, bisognerebbe che gli studenti frequentassero i Centri Sportivi Scolastici anche nel pomeriggio: ma in quali spazi se il numero di partecipanti è così alto?

- con quali soldi verrebbero pagati i docenti per fare queste lezioni extra?

- vista la richiesta per tutti di certificato medico non agonistico che ha un costo (non tutti i medici lo concedono gratuitamente e da questo problema non se ne esce…) che molte famiglie non possono sostenere, gli studenti che ne sono privi rimarrebbero a casa? -       le fasi nazionali per le superiori sono previste a maggio che è il mese di preparazione per la maturità, quante classi pensate possano partecipare?

- quanti docenti dovrebbero essere coinvolti nell’accompagnamento delle classi?

Quando i dirigenti scolastici dovranno presentare ai Collegi Docenti un progetto così strampalato, quante adesioni pensate possano esserci? Se fossero scarse il motivo non sarebbe certo perché le scuole non apprezzino l’attività sportiva scolastica. Molte scuole si stanno infatti organizzando in rete per poter svolgere le manifestazioni sportive utilizzando criteri gestionali più adatti alla situazione scolastica così come è avvenuto sin dai primi Giochi della Gioventù dal 1968 fino ai Campionati Studenteschi e alle Competizioni Sportive Scolastiche di due anni fa.  

È pretendere troppo:

- che “Sport e Salute” contempli qualche figura competente che conosca la realtà della Scuola italiana?

- che l’attività sportiva scolastica venga organizzata in forma dignitosa come in tutti gli stati europei?

- che nella stesura e nella programmazione di un Progetto innovativo che riguarda lo sport scolastico vengano coinvolte anche le figure professionali ministeriali esperte in materia, i 20 coordinatori di educazione fisica regionali, bracci operativi dei Direttori Generali delle 20 regioni? Chi li ha estromessi? Come mai? Riteniamo sia di fatto un danno erariale.  

Per evitare inutili fraintendimenti vogliamo chiarire la nostra massima disponibilità verso la promozione dell’attività sportiva scolastica che venga però proposta in modo serio, educativo e di reale avviamento sportivo per i nostri studenti.   Siamo a disposizione per ogni confronto costruttivo per poter dare un supporto competente all’organizzazione dello sport scolastico italiano.  

Firmata da Giuliana Cassani, Bruno Mantovani e tutti i Docenti che non accettano di veder morire lo sport scolastico.

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