BUP: NIENTE AMMORTIZZATORI SOCIALI, VIA LIBERA AI LICENZIAMENTI

Commenti

#1

Sono una redattrice della Bologna University Press (BUP, già Bononia University Press). Firmo questa petizione per la tutela del posto di lavoro di tutti noi dipendenti della Casa editrice. Risanare non è licenziare!

Manuela Zanotti (Bologna, 2026-04-01)

#2

Sostegno

Enrico Baldazzi (Bologna, 2026-04-01)

#7

Sono una dipendente di Bup e firmo la petizione perché risanare non è licenziare!

Serena Sassoni (Bologna, 2026-04-01)

#8

Sto firmando da lavoratrice BUP per il rispetto degli accordi aziendali presi, per il rispetto dei lavoratori, per il rispetto alla cultura che l’Università promuove. Senza rispetto non c’è cultura.

Milena Aguzzoli (Bologna, 2026-04-01)

#9

sostengo i lavoratori della Bologna University Press e la cultura accademica che rappresentano

Natasja Nikolic (Bologna, 2026-04-01)

#10

Sono una dipendente, firmo questa petizione per la tutela dei posti di lavoro di tutti noi della Bologna University Press, risanare NON è licenziare

Serena morioni (Bologna, 2026-04-01)

#11

Sto firmando perché voglio difendere la dignità e la professionalità delle lavoratrici e lavoratori di BUP

Sebastiano Moruzzi (Bologna, 2026-04-01)

#12

sto firmando contro un licenziamento ingiusto, senza tutele per lavoratrici e lavoratori.

Sveva Borsari (Modena, 2026-04-01)

#13

Mi oppongo ai licenziamenti ingiusti alla casa editrice Bologna University Press

Isabella Neri (Gatteo (Fc), 2026-04-01)

#14

Troppo spesso le crisi vengono affrontate sacrificando unilateralmente i lavoratori. Un'istituzione pubblica come l'Università di Bologna DEVE assumersi le proprie responsabilità!

Matteo Arcangeli (Bologna, 2026-04-01)

#15

Solidarietà ai lavoratori

Rolando Vitali (Bologna, 2026-04-01)

#19

Firmo la presente petizione per esprimere il mio disaccordo rispetto al licenziamento e per chiedere rispetto degli accordi presi tra le parti.

Sabrina Bonucci (Bologna, 2026-04-01)

#26

L'università deve insegnare il rispetto dei diritti e delle persone!

Enrico Borsaru (Modena, 2026-04-01)

#27

Trovo ingiusto che dopo tanti anni di lavoro e di fedeltà, UNIBO non riesca a ricollocare in altre aree questi dipendenti

Gabriel Pagani Burzi (Casalecchio di Reno, 2026-04-01)

#29

Se l'Università di Bologna è un'importante istituzione che forma i dirigenti del futuro, non si spiega perché non sia capace di gestire un'impresa editoriale. Al contrario, "insegnare" che si possono licenziare gli esuberi è veramente un pessimo biglietto da visita.

Federico Mascagni (Bologna, 2026-04-01)

#33

I politici tagliano tutto quello che c'è di utile, mai che si tagliano loro stessi...sti parassiti!

Hiram Guazzaloca (Casalecchio di Reno, 2026-04-01)

#42

Tutela lavoratori

Licia Lippi (GRANAROLO DELL'EMILIA, 2026-04-01)

#47

Petizione BUP: NIENTE AMMORTIZZATORI SOCIALI, VIA LIBERA AI LICENZIAMENTI è stata pubblicata sul nostro sito web, ma non verrà visualizzata nei nostri elenchi di petizioni fino a quando non avrà ottenuto cinque firme.

Alessandra Montanari (Castenaso, 2026-04-01)

#50

Forlimpopoli

Daniela Martini (Forlimpopoli, 2026-04-01)

#53

Solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della Bologna University Press (BUP).

È inaccettabile che un piano di risanamento venga imposto a scatola chiusa, senza ammortizzatori sociali, senza trasparenza sul numero di licenziamenti e avviando procedure già da aprile, in palese violazione dell’Accordo sindacale del 30 giugno 2025 che escludeva i licenziamenti fino al 31 ottobre 2026.

La BUP non è una semplice casa editrice in perdita: è un progetto editoriale innovativo e di eccellenza, che ha rappresentato un modello coraggioso di come l’editoria universitaria possa essere moderna, accessibile e di qualità.

L’Università di Bologna ha il dovere morale e istituzionale di intervenire con urgenza per tutelare questo progetto e, soprattutto, le persone che lo hanno reso possibile con la loro professionalità e passione.

Sostengo la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori di BUP e invito l’Ateneo a riaprire un tavolo serio che rispetti gli accordi e salvaguardi sia l’occupazione sia il futuro della casa editrice.

Flavio Viscardi (Alessandria, 2026-04-01)

#60

Giorgia roncagli

Giorgia Roncagli (Ozzano dell Emilia, 2026-04-01)

#74

Le oggettive difficoltà dell'editoria, tanto più se scientifica, non devono essere superate sacrificando persone competenze ed esperienze in spregio a accordi e contratti, leggi e normative. Addirittura dall'Uiversità che ha voluto l'impresa editoriale ed è responsabile della sua gestione.

Gianluigi Mariani (Milano, 2026-04-01)

#76

Sassuolo

Massimo Lazzaretti (Sassuolo, 2026-04-01)

#86

Perché se non si firma per questo, tutta la società sarà soggetta a questi abusi!!!
Le persone non sono oggetti!!! Dietro ogni lavoratore c'è una famiglia che va mantenuta e che ha dignità. Buona giornata, in bocca al lupo

Marco Pezzolla (Milano, 2026-04-01)

#94

La cultura va difesa. Sempre. Da docente credo occorra fare di tutto per evitare la chiusura di una editrice universitaria.

Emanuele Polverelli (Bellaria Igea Marina, 2026-04-01)

#102

La retorica della 'famiglia aziendale' in BUP a quanto pare esiste solo quando c'è da chiedere sacrifici, ma svanisce non appena bisogna coprire l'incompetenza o l'avidità dei vertici. Dietro il vostro logo ci sono vite, famiglie e mutui, non zavorra da scaricare o fastidiosi numeri su un foglio Excel da tagliare per salvare i bonus dei dirigenti o i dividendi degli azionisti.
​È il solito, vile teatrino corporativo: socializzare le perdite e privatizzare i profitti. Trattare chi ha costruito la vera ricchezza dell'azienda come uno scarto di magazzino non è 'ottimizzazione', è la certificazione di un totale fallimento morale e di un'assoluta incapacità direttiva. È ironico vedere un'azienda amputarsi le braccia per sopravvivere, distruggendo il capitale umano che era l'unica cosa a tenerla in piedi.
​Tutta la mia solidarietà va ai lavoratori che stanno subendo questa ingiustizia, e la mia più totale indignazione a chi ha firmato queste carte. Non gireremo la testa dall'altra parte. Vergogna.

John Abruzzi (New York, 2026-04-01)

#103

Sono allergica alle ingiustizie.

Clelia Ricci (Bologna, 2026-04-01)

#125

È profondamente ipocrita e inaccettabile che un ambiente legato al mondo universitario, che dovrebbe essere un faro di cultura, etica e progresso sociale, si comporti con la freddezza del peggiore dei padroni. Giocare con il destino dei lavoratori di BUP è un puro abuso della propria posizione di forza e un atto di codardia istituzionale verso la fascia più debole. L'accademia è bravissima a insegnare i diritti nei convegni e a riempirsi la bocca con la parola 'eccellenza', ma a quanto pare è altrettanto brava a calpestarli nella realtà. Dietro questi tagli ci sono persone precarie, con pochi soldi, lasciate nell'angoscia più totale. Parliamo di lavoratori che devono mantenere le proprie famiglie, pagare gli affitti e affrontare spese di tutti i giorni che di certo non vanno in pausa per far quadrare i bilanci di chi sta in alto. Usare i precari come carne da cannone per risolvere i problemi piovuti dall'alto è una vergogna che nessuna istituzione dovrebbe permettersi. La cultura non si fa affamando chi lavora.

Luca Arrigoni (Milano, 2026-04-01)

#134

Sono vicina alle lavoratrici e ai lavoratori di BUP

Roberta Zamagni (Scandicci, 2026-04-01)

#135

8398

Claudia Boni (granarolo Emilia, 2026-04-01)

#136

Non deve essere possibile poter chiudere dei rapporti di lavoro senza tener conto dei lavoratori e delle loro esigenze soprattutto se c'era un accordo precedente, poca serietà.

Fabio Damiani (Bologna, 2026-04-01)

#139

Ritengo che la BUP sia una casa editrice di alta qualità, il prodotto libro è curato con estrema meticolosità, il personale che vi lavora è qualificato per competenze tecniche e capacità relazionali
Essendo il braccio editoriale di UNIBO meriterebbe maggiore attenzione da parte dell’Ateneo sino a diventarne “un fiore all’occhiello”!!

Martorana Giuseppe (Bologna, 2026-04-01)

#158

Conosco bene la BUP per esperienza diretta pluriennale, e ritengo che sia una realtà preziosa da tutelare assolutamente.

Antonio Stramaglia (Bari, 2026-04-01)

#161

Non ritengo corretto che i lavoratori vengono trattati in questo modo.

Gerardo De Luca (Bologna, 2026-04-01)

#165

Perché non deve scomparire una casa editrice come BUP per colpa di una gestione dirigenziale miope e priva di competenze.

Tommaso Gavioli (Bologna, 2026-04-01)

#172

Firmo per evitare un' ingiustizia nei confronti dei lavoratori causata da una malagestione che dura da anni.

Alessandro Gaiba (Budrio, 2026-04-01)

#173

Sostegno per dei professionisti dell’editoria

Vittorio Caporrella (Bologna, 2026-04-01)

#174

Licenziamento senza ammortizzatori

Angelo Errigo (Bologna, 2026-04-01)

#175

Perché è inaccettabile: I Lavoratori vanno tutelati, è un dovere e la Cultura in primis
Il lavoro stesso è Cultura...

Marialicia Bagnolini (Gambettola (FC), 2026-04-01)

#179

Perché non deve scomparire una casa editrice come BUP per colpa di una gestione dirigenziale miope e priva di competenze.

Tommaso Gavioli (Bologna, 2026-04-01)

#182

Conosco la professionalità dei collaboratori della BUP e sono convinto che si meritino un trattamento più rispettoso e in linea con gli accordi sindacali presi.

Piero Mazzoli (Como, 2026-04-01)

#187

Ho iniziato la collaborazione con la casa editrice da quando è stata fondata e sono sempre stati partner affidabili con una passione innata per la loro professione. Nutro per loro una profonda stima.

Gianluca Bollina (Bologna, 2026-04-01)

#189

Conosco la passione e l’impegno che avete sempre dedicato al vostro lavoro e siete bravi professionisti con cui ho avuto il piacere di collaborare per tanti anni.

Milena Giovannini (Bologna, 2026-04-01)

#191

Sono solidale ai lavoratori della BUP di Bologna

CRISTIAN TONI (BELLARIA IGEA MARINA, 2026-04-01)

#197

Santarcangelo Di Romagna

Camilla Nanni (Santarcangelo Di Romagna, 2026-04-01)



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