Estendete il Processo Civile Telematico

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Processo Civile Telematico: oltre il mercato, guardiamo al futuro.

2014-01-21 10:10:14

Gentile collega,

vogliamo segnalare la lodevole iniziativa della Regione Toscana che ha messo gratuitamente a disposizione degli avvocati l’utilizzo del software “SL PCT” per il deposito telematico degli atti e dei documenti di causa nell’ambito del PCT-Processo Civile Telematico.

Il software è liberamente scaricabile da qui (licenza d’uso), sia nella versione “pc-windows” che “mac” con i relativi manuali utente.

Il programma, cd. redattore atti utilizzabile in tutta Italia, serve per la creazione della “busta telematica" (contenente gli atti di parte firmati digitalmente) che, dopo essere stata firmata digitalmente anch’essa, dovrà essere inoltrata via PEC alle cancellerie dei tribunali abilitati a ricevere i depositi.

Gli indirizzi PEC di tutte le cancellerie d'Italia (con relativa descrizione delle funzionalità del PCT attive) possono essere consultati qui (portale dei servizi telematici del Ministero della giustizia).

A questo punto non resta che augurarci che tale comportamento virtuoso venga imitato e, perché no, migliorato (implementando, ad esempio, il servizio utenti) da tutte le istituzioni pubbliche e forensi nel preminente interesse dell’Avvocatura.

Infatti, trascorso ormai quasi un anno da quando abbiamo esortato i Colleghi in tutta Italia a farsi promotori dell’uso degli strumenti e dei servizi del PCT (vd. Il processo civile telamatico) ci troviamo ancora oggi ad affrontare l’assenza di condivisione delle informazioni e la mancanza di dovuta chiarezza sul funzionamento dei depositi telematici.

Le lezioni pratiche del Movimento Forense (tenute a Roma e a Frosinone con enorme successo) sono state concepite con l'intento di condividere le conoscenze ed esperienze acquisite sul campo con tutti i Colleghi al fine di consentire l'utilizzo concreto, autonomo e indipendente degli strumenti telematici.

Le istituzioni pubbliche e forensi, purtroppo, hanno lasciato la materia a disposizione di soggetti economici privati che, perseguendo giustamente il massimo profitto, non possono che adottare strategie economiche a loro vantaggio e non al nostro, essendo noi i fruitori, il tutto con l’ennesimo e crescente aggravio di costi a nostro carico.

Le predette scelte strategiche tendono inevitabilmente alla non condivisione delle informazioni e delle metodologie applicate e applicabili al PCT, che, al contrario, vengono troppo spesso custodite gelosamente.

Noi siamo Avvocati e per il profondo e umile rispetto che nutriamo per questa professione e per il valore di libertà e indipendenza che la connota e di cui è portatrice nella società civile riteniamo che la strada maestra sia quella di spiegare le varie tecniche per “cacciare”, indicando quali sono e dove si trovano gli utensili per la caccia lasciando poi la libera scelta su come procedere.

 

Un caro saluto, sempre a disposizione dei Colleghi.

 


Gianmaria V. L. Bonanno

Perché firmare

2013-12-18 17:05:08

perché

l’impiego degli strumenti e dei servizi telematici della Giustizia civile rappresenta indubbiamente un'opportunità di crescita per i nostri studi e di miglioramento per la nostra attività quotidiana, nonché un evidente quanto utile vantaggio in termini di risparmio di tempo e di denaro nello svolgimento della professione, che ci consente di offrire ai nostri assistiti, sempre più vessati dall'inefficienza della giustizia, servizi più rapidi, più produttivi e più economici.

Quindi, possiamo e dobbiamo fare uno sforzo.

Uno sforzo nel nostro interesse e nell'interesse dei cittadini che si affidano a noi.

Uno sforzo volto all'utilizzo sempre più considerevole e intenso di questi strumenti e servizi telematici che induca e costringa il personale amministrativo della Giustizia, gli ufficiali giudiziari, i magistrati e i cancellieri a impiegare anch'essi questi strumenti, ad aggiornarsi sulla normativa di riferimento e sui “meccanismi” teorici e pratici che li governano, e a comprenderne la profonda utilità ed efficacia.

Dobbiamo costringerli a “fare i conti” con questi nuovi servizi e, se necessario, affrontarne insieme i problemi emergenti legati all’applicazione concreta e quotidiana della normativa in materia.

Dobbiamo circondarli, insomma; abbiamo i numeri per farlo.

Solo così potremo richiedere e pretendere l’impiego di nuovi strumenti telematici e l’estensione applicativa a tutti i tipi di procedimenti di quelli già attualmente in uso.

Infatti, come dimostrato da uno studio effettuato dal Movimento Forense (Riforma del Processo Civile, 20 proposte a costo zero per migliorare il processo civile e guadagnare punti di pil, giugno 2012), la diffusione dei servizi telematici nel processo civile consentirebbe, facilmente, un cospicuo risparmio di tempo e di denaro per tutti gli operatori della Giustizia e un sensibile snellimento delle attività processuali.

Ancora una volta, come sempre d'altronde, noi Avvocati siamo chiamati a svolgere un ruolo primario di spinta e di detonazione affinché la situazione migliori e il sistema giustizia, sempre più proiettato – almeno in teoria – alla digitalizzazione, sia reso concretamente più efficiente e moderno e maggiormente rispondente alle esigenze dei cittadini.

E ancora una volta risponderemo alla chiamata, questo è il nostro auspicio...

Perché non so voi, ma noi siamo stanchi dei fax illeggibili, dei numeri di fax sempre occupati, delle difficoltà di provare la data di un deposito, dei verbali d’udienza incomprensibili, delle continue file inutili, delle fotocopie, delle raccomandate, dei piccioni viaggiatori... .

 


Gianmaria V. L. Bonanno



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