LETTERA APERTA DEGLI SCRITTORI EUROPEI

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Ospite

#1

2015-11-06 13:41

per proteggere gli autori

Ospite

#2

2015-11-13 06:58

Perché ci credo e perché non mi fido della Comunità Europea, fatta, nella migliore delle ipotesi da una congrega di burocrati imbecilli.

Ospite

#3

2015-11-17 13:36

Il sapere è un lavoro, non più un privilegio. Il lavoro va ricompensato.

Paolo Febbraro


Ospite

#4

2015-11-17 14:59

Le opere d'ingegno sono di tutti ma gli autori non devono essere scippati delle loro creazioni senza riconoscimenti e senza compenso.

Ospite

#5

2015-11-24 10:26

Perché un'opera culturale, quale ne sia la qualità, é patrimonio dell'umanità, oltre che dell'autore, non solo merce di scambio a profitto di chi ne detiene il copyright.


Ospite

#6

2015-11-24 18:57

Il diritto d'autore è più sacro delle proprietà immobiliari

Ospite

#7

2015-11-28 09:00

Il diritto d'autore è sacro

Ospite

#8

2016-01-10 02:27

Indebolire il diritto d' autore significa demolire la voglia di comunicare.

Ospite

#9

2016-05-20 07:38

Gent. scrittore,

chiunque s'impegni nella cultura e nel sociale merita grande rispetto, tuttavia, purtroppo, viviamo in una società liquida (copyright Zygmunt Bauman) e in declino.
Dalla Treccani.it traggo la definizione di società liquida: "Concezione sociologica che considera l’esperienza individuale e le relazioni sociali segnate da caratteristiche e strutture che si vanno decomponendo e ricomponendo rapidamente, in modo vacillante e incerto, fluido e volatile."
Sul declino le propongo, invece, da "La crescita passa dall’istruzione" di Emanuele Felice (articolo pubblicato su La Stampa il 22/01/2016): "(...) occorre partire da un dato incontrovertibile: il declino dell’Italia.
È un declino che dura da almeno quindici anni, con radici che affondano nelle politiche degli Anni Settanta e Ottanta. E bisogna aggiungere che la ripresa, in corso ma incerta, non esclude affatto il declino: si torna a crescere, ma a tassi inferiori alla media Ocse."
Questi sono i due parametri, a mio modesto avviso, da cui bisogna partire per capire il silenzio dell'Italia di questi anni, il silenzio di una società civile che continua a non guardare i propri problemi aspettandosi che un uomo solo al comando riesca a risolverli.
Tuttavia un barlume di speranza c'è, e sono le petizioni on line.
Soprattutto quelle ragionevoli, che cerchino di tener conto della multiforme realtà in cui viviamo, senza cercare di stravolgere un sistema che ha dinamiche molto complesse e che respingerebbe, probabilmente, anche il tentativo di un piccolo miglioramento.
Io ne ho proposta una che ritengo possibile, se accolta, possa migliorare concretamente la vita dei cittadini.
"Aerarium Litterarum", questo è il titolo della petizione, chiede alla Rai di destinare € 0,30 del canone mensile per creare un fondo annuale di 70 milioni di euro per comprare delle opere letterarie (ad esempio libri per gli studenti, di poesia - che, ormai, gli editori non pubblicano più avvilendo ulteriormente la cultura del nostro Paese -, riviste storiche o scientifiche, ecc.).
La petizione è su Change ed è anche in latino, inglese e tedesco; siamo anche qui con una pagina (spero interessante e divertente) incentrata sul rapporto tra letteratura e televisione; Severgnini ha già provato, molto gentilmente, ad aiutarci pubblicando una mia lettera sulla sua rubrica Italians sul Corriere.
Il motto della petizione potrebbe essere: "Aiutateci ad aiutarvi."
Che cosa ne pensa?
(Se la petizione sarà di suo interesse potrebbe invitare anche altri a firmarla.)
Grazie mille.
Cordiali saluti.

Stefano Tafani

P.S. Siamo anche su Facebook a:
https://m.facebook.com/FondoLetteratura/

Ospite

#10 Re:

2016-05-20 07:45

 

Gent. scrittore o scrittrice,

 

chiunque s'impegni nella cultura e nel sociale merita grande rispetto, tuttavia, purtroppo, viviamo in una società liquida (copyright Zygmunt Bauman) e in declino.
Dalla Treccani.it traggo la definizione di società liquida: "Concezione sociologica che considera l’esperienza individuale e le relazioni sociali segnate da caratteristiche e strutture che si vanno decomponendo e ricomponendo rapidamente, in modo vacillante e incerto, fluido e volatile."
Sul declino le propongo, invece, da "La crescita passa dall’istruzione" di Emanuele Felice (articolo pubblicato su La Stampa il 22/01/2016): "(...) occorre partire da un dato incontrovertibile: il declino dell’Italia.
È un declino che dura da almeno quindici anni, con radici che affondano nelle politiche degli Anni Settanta e Ottanta. E bisogna aggiungere che la ripresa, in corso ma incerta, non esclude affatto il declino: si torna a crescere, ma a tassi inferiori alla media Ocse."
Questi sono i due parametri, a mio modesto avviso, da cui bisogna partire per capire il silenzio dell'Italia di questi anni, il silenzio di una società civile che continua a non guardare i propri problemi aspettandosi che un uomo solo al comando riesca a risolverli.
Tuttavia un barlume di speranza c'è, e sono le petizioni on line.
Soprattutto quelle ragionevoli, che cerchino di tener conto della multiforme realtà in cui viviamo, senza cercare di stravolgere un sistema che ha dinamiche molto complesse e che respingerebbe, probabilmente, anche il tentativo di un piccolo miglioramento.
Io ne ho proposta una che ritengo possibile, se accolta, possa migliorare concretamente la vita dei cittadini.
"Aerarium Litterarum", questo è il titolo della petizione, chiede alla Rai di destinare € 0,30 del canone mensile per creare un fondo annuale di 70 milioni di euro per comprare delle opere letterarie (ad esempio libri per gli studenti, di poesia - che, ormai, gli editori non pubblicano più avvilendo ulteriormente la cultura del nostro Paese -, riviste storiche o scientifiche, ecc.).
La petizione è su Change ed è anche in latino, inglese e tedesco; siamo anche qui con una pagina (spero interessante e divertente) incentrata sul rapporto tra letteratura e televisione; Severgnini ha già provato, molto gentilmente, ad aiutarci pubblicando una mia lettera sulla sua rubrica Italians sul Corriere.
Il motto della petizione potrebbe essere: "Aiutateci ad aiutarvi."
Che cosa ne pensa?
(Se la petizione sarà di suo interesse potrebbe invitare anche altri a firmarla.)
Grazie mille.
Cordiali saluti.

 

Stefano Tafani

 

P.S. Siamo anche su Facebook a:
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#1: -  

 




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