Nuovi tributi per vecchi servizi catastali

Per la consultazione telematica della banca dati catastale gestita dall'Agenzia del Territorio, si applicano i nuovi tributi catastali introdotti con l'articolo 6, comma 5 undecies, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito con modificazioni dalla legge 26 aprile 2012, n. 44.

In un mercato in cui i dati catastali (numerici e grafici) sono prodotti, integrati e modificati direttamente dai liberi professionisti tecnici su commissione dei privati (con pagamento dei diritti catastali) è anacronistico, a parere dell’associazione E-Valuations Istituto di Estimo e Valutazioni (www.e-valuations.org ), introdurre ulteriori costi di accesso alle informazioni.

La disposizione è discriminatoria e paradossale in quanto dispone che la richiesta allo sportello catastale da parte del proprietario avvenga a titolo gratuito, mentre la medesima richiesta effettuata via internet da un professionista incaricato sia a pagamento. E ci si chiede che senso ha una tassa su informazioni a volte errate e spesso incomplete.

E’ facile quindi prevedere che il nuovo provvedimento favorirà l’afflusso agli sportelli (dove il servizio sarà ancora a costo zero), favorirà la frequentazione fisica degli uffici con il ritorno alle file diurne e notturne e quindi con i classici comportamenti scorretti visti già in passato, determinerà un aumento del traffico veicolare nei pressi degli uffici del Catasto, diminuirà la produttività degli impiegati, e così via.

Invece, in linea con le varie iniziative dello stesso Governo in tema di semplificazione (pensiamo al progetto Agenda Digitale Italia) ci piacerebbe avere maggiori e nuovi servizi a fronte dei tanti (troppi) tributi che già paghiamo, ad esempio:

-          ci piacerebbe leggere on line gli atti pubblici;

-          ci piacerebbe leggere on line i contratti di locazione;

-          ci piacerebbe vedere on line le informazioni sul territorio tramite i sistemi GIS;

-          ci piacerebbe che l’Agenzia del territorio fosse a servizio di noi professionisti e non in contrapposizione.

Rispetto al livello raggiunto, le tasse debbono essere tolte e non serve inventarne altre. Eventuali nuovi tributi dovrebbero essere introdotti in funzione dei benefici, per diminuire l’accesso fisico agli uffici, per aumentare la produttività, per diminuire il traffico veicolare  e per avere minore inquinamento, in definitiva per avere minori costi e risparmio di tempo per tutti.

Il provvedimento appare anacronistico ed in completa controtendenza rispetto ai progetti italiani più avanzati per la condivisione pubblica dei dati geografici quali OpenGeoData (www.opengeodata.it) e Freedom Of Information ACT (www.foia.it) di iniziativa privata e l’Agenda Digitale Italia di iniziativa governativa (www.agenda-digitale.it).

La presente Petizione è rivolta a sensibilizzare sia la filiera immobiliare sia gli organi competenti al fine di modificare radicalmente il provvedimento nell'ottica sopra esposta.


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