PROTESTA FORMALE VERSO LA CELEBRAZIONE DEL 30/12/2025 “IN UNIONE CON PAPA FRANCESCO” OFFICIATA DA S.E.R. IL CARD. GERHARD MÜLLER

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Alla cortese attenzione del Santo Padre Leone XIV e di S.E.R. Card. Pietro Parolin, Segretario dello Stato della Città del Vaticano oltre che del Decano del Collegio Cardinalizio, S.E.R. Card. Giovanni Battista Re

 

Santo Padre, Eminenze reverendissime,

il giorno 30 dicembre 2025 ha avuto luogo nella basilica di San Pietro la messa in memoria di papa Benedetto XVI. Durante la preghiera eucaristica, l’officiante, S.E.R. il Card. Gerhard Ludwig Müller. ha distintamente proferito le parole “una cum famulo tuo et papa nostro Francisco”. Al min. 51.27: https://www.youtube.com/watch?v=SYBU2yTkI5M&t=3905s 

Di fatto, Sua Eminenza ha offeso papa Leone XIV e la memoria di papa Benedetto XVI

1) perché “papa Francesco” non è mai esistito dato che papa Benedetto XVI non era regolarmente abdicatario, in quanto non rinunciatario a norma del can. 332.2. Per gli artt. 76 e 77 della costituzione Universi Dominici Gregis la sua elezione è da considerarsi nulla e invalida, “senza che intervenga alcuna dichiarazione in proposito”.

2) perché il presunto “papa Francesco” è deceduto in data 21 aprile 2025.

3) perché il card. Müller avrebbe dovuto celebrare la messa in unione con papa Leone XIV.

L’episodio non è facilmente spiegabile con una “distrazione” in quanto sul messale, alla formula della preghiera eucaristica I citata, non viene riportato il nome del papa regnante, ma solo una “N”.

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Inoltre, il pontificato di papa Leone XIV è cominciato da quasi nove mesi. Se si fosse trattato di un lapsus, Sua Eminenza avrebbe potuto correggersi immediatamente, non vi sarebbe stato niente di male.

Troviamo pertanto tale “errore” plausibilmente intenzionale e decisamente offensivo verso la memoria del Santo Padre Benedetto XVI e verso Leone XIV.

Segnaliamo inoltre alla Vs. attenzione alcune discutibilissime dichiarazioni di Sua Eminenza rilasciate alla testata Lifesite News nel 2023: https://www.lifesitenews.com/news/cardinal-muller-some-statements-by-pope-francis-could-be-understood-as-material-heresy/?utm_source=featured_news&utm_campaign=catholic 

È difficile giudicare [se l’elezione di Francesco fosse valida], ma alla fine è stato chiaramente eletto dalla maggioranza e, dopo tutto, non c’è stata alcuna obiezione qualificata alla procedura e anche se ci fossero delle carenze… esse sono state semplicemente, di fatto, sanate dall’esercizio [dell’ufficio]”. In base a tale principio, l’antipapa Anacleto II che regnò otto anni a Roma (1130-1138) avrebbe dovuto essere considerato legittimato per una sorta di “usucapione” del munus petrino. Non è mai andata così nella storia della Chiesa: se un papa è stato eletto illegalmente, è stato rimosso e dichiarato antipapa.  

“Anche se qualcuno dovesse contestarlo adesso, sarebbe un enorme pasticcio” – continuava il Card. Müller con Lifesite News – “Sarebbe anche peggio di quello che abbiamo adesso. […] Attraverso questi tre papi: il papato di Avignone, lo scisma… il Grande Scisma d’Occidente o la prigionia babilonese della Chiesa… questi furono in definitiva parzialmente responsabili della Riforma. L’autorità del papato era stata così ridotta che in questa crisi con Lutero semplicemente non c’era abbastanza autorità per controllare l’intera situazione”. Il Card. Müller ha sottolineato, prosegue Lifesite News, che “una sfida all’elezione papale farebbe più male che bene e che bisogna tenere presente il bonum ecclesiae (il bene della Chiesa)”.

In sostanza, per il cardinale Müller, la questione dell’illegittimità patente di papa Francesco avrebbe dovuto essere dimenticata perché “uno scisma sarebbe peggio”.

Sono affermazioni in totale opposizione rispetto alla Universi Dominici Gregis che all’art. 3 recita: “Stabilisco che il Collegio Cardinalizio non possa in alcun modo disporre circa i diritti della Sede Apostolica e della Chiesa Romana, ED ANCOR MENO LASCIAR CADERE, DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE, ALCUNCHÉ DI ESSI, SIA PURE AL FINE DI COMPORRE DISSIDI o di perseguire azioni perpetrate contro i medesimi diritti dopo la morte o la valida rinuncia del Pontefice. Sia cura di tutti i Cardinali tutelare questi diritti”.

Era nostro dovere sottoporre alla Vs. attenzione tale caso.

Con i sensi della nostra devozione e più profondo rispetto,

Cav. Dott. Andrea Cionci e seguenti firmatari