Esposto canonico-teologico su dichiarazioni pubbliche di Mons. Athanasius Schneider

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Alla c.a. di  S. Em. Rev.ma Card. Víctor Manuel Fernández Prefetto Dicastero per la Dottina della Fede

Palazzo del Sant’Uffizio Piazza del Sant’Uffizio, 11 00120 Città del Vaticano  

e, per conoscenza, a S.E.Rev.ma Card. Pietro Parolin, Segretario dello Stato della Città del Vaticano

Eminenza Reverendissima,

i sottoscritti fedeli cattolici, esercitando il diritto-dovere sancito dal can. 212 §§2–3 CIC, e mossi da grave sollecitudine per la tutela della fede, dell’unità della Chiesa e della comunione gerarchica, sottopongono all’attenzione di codesto Dicastero un esposto canonico-teologico aggravato concernente le ripetute, pubbliche e sistematiche dichiarazioni di S.E. Mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana.

Tali dichiarazioni, per contenuto, modalità e diffusione, appaiono oggettivamente idonee a minare l’autorità del Romano Pontefice, a sovvertire la corretta ecclesiologia cattolica e ad alimentare dinamiche di disobbedienza e scisma materiale.

1. Fonti pubbliche e natura reiterata delle dichiarazioni

Le affermazioni oggetto del presente esposto sono tratte da fonti pubbliche, facilmente verificabili e rivolte a un pubblico internazionale, in particolare: - Lettera di S.E. Mons. Schneider pubblicata da Infovaticana e ripresa dal Blog di Sabino Paciolla in data 20 settembre 2023 https://www.sabinopaciolla.com/il-vescovo-schneider-risponde-ai-nuovi-sedevacantisti-francesco-e-il-papa/ ; - Intervista e dichiarazioni rilasciate a LifeSiteNews, a firma di Michael Haynes, pubblicate il 25 marzo 2025 https://blog.messainlatino.it/2025/10/mons-schneider-la-chiesa-non-puo.html e ampiamente diffuse in ambienti mediatici cattolici internazionali. Si evidenzia fin d’ora che non si tratta di interventi isolati, bensì di una linea costante di insegnamento parallelo, esercitata di fatto come contro-magistero episcopale, in aperta tensione con il Magistero autentico del Romano Pontefice.

2. Gravi deviazioni ecclesiologiche e configurazione di scisma materiale

Pur affermando formalmente la legittimità del pontificato di Papa Francesco, Mons. Schneider sostiene pubblicamente tesi che, nel loro insieme, risultano teologicamente inconciliabili con la costituzione divina della Chiesa e con l’insegnamento vincolante del Concilio Vaticano II. In particolare, egli afferma che: - il Romano Pontefice possa insegnare eresie nel suo magistero ordinario; - i fedeli e i vescovi possano resistere sistematicamente, rifiutarsi di obbedire e separarsi dal Papa; - documenti del Magistero autentico possano essere qualificati come “erronei”, “ambigui”, o addirittura “blasfemi”; - un futuro Papa debba ritrattare formalmente atti magisteriali del suo predecessore. Tali posizioni: - contraddicono apertamente Lumen gentium 25, che impone ai fedeli un ossequio religioso dell’intelletto e della volontà al Magistero autentico del Papa anche quando non parla ex cathedra; - violano il can. 752 CIC, che vincola all’adesione interna gli insegnamenti del Romano Pontefice in materia di fede e morale; - introducono una prassi ecclesiologica incompatibile con il can. 333 §3 CIC, secondo cui “contro una sentenza o un decreto del Romano Pontefice non è ammesso appello né ricorso”. La sistematica legittimazione della “resistenza” al Papa, proposta come atteggiamento ordinario e moralmente doveroso, configura una forma di scisma materiale, ai sensi del can. 751 CIC, anche in assenza di una dichiarazione formale di rottura.

3. Sovversione dell’autorità magisteriale e giudizio privato episcopale

Particolarmente grave risulta il fatto che Mons. Schneider: - si arroghi pubblicamente il diritto di valutare, correggere e condannare il Magistero del Romano Pontefice; - inviti esplicitamente il Papa a “ritrattare” documenti magisteriali; - auspichi che un futuro Papa smentisca ufficialmente il suo predecessore. Ciò equivale, di fatto, a: - sostituire il Magistero vivente con un criterio soggettivo-tradizionalista; - promuovere un modello di Chiesa in cui l’autorità ultima non risiede più nel Successore di Pietro, ma nella coscienza teologica del singolo vescovo o di gruppi ideologicamente orientati. Tale impostazione è incompatibile con la fede cattolica e pericolosamente prossima a forme di cripto-conciliarismo invertito e di protestantizzazione dell’autorità dottrinale.

4. Effetti ecclesiali gravemente nocivi

Le dichiarazioni di Mons. Schneider: - sono sistematicamente utilizzate da ambienti sedevacantisti e para-sedevacantisti; - rafforzano la delegittimazione del Papa agli occhi dei fedeli; - favoriscono la disobbedienza selettiva al Magistero; - producono una frattura reale nella comunione ecclesiale, soprattutto nei contesti più fragili. L’assenza di un intervento autorevole rischia di trasformare tali derive in precedente ecclesiale normalizzato.

5. Istanza formale al Dicastero

Alla luce della gravità dei fatti esposti, si chiede rispettosamente che il Dicastero per la Dottrina della Fede: 1. Valuti se le posizioni pubbliche di S.E. Mons. Athanasius Schneider siano compatibili con la dottrina cattolica sull’autorità del Magistero e sulla comunione ecclesiale; 2. Accerti l’eventuale configurazione di errori dottrinali, deviazioni ecclesiologiche o responsabilità canoniche; 3. Intervenga con gli strumenti ritenuti opportuni (ammonizione, chiarificazione dottrinale, provvedimenti disciplinari), al fine di tutelare l’unità della Chiesa e la fede dei fedeli. Affido questo esposto al giudizio autorevole di codesto Dicastero, confidando nell’assistenza dello Spirito Santo alla Chiesa e al Successore di Pietro.

Con filiale rispetto e devozione, i firmatari

 

 

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