PETIZIONE PER LA REALIZZAZIONE DELLA PROCESSIONE PUBBLICA DEL CORPUS DOMINI A MILANO
Alla cortese attenzione diSua Eccellenza Reverendissima Mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano
Noi fedeli cattolici, cittadini italiani, associazioni culturali e persone anche non credenti ma legate alle tradizioni storiche, religiose e popolari della nostra Nazione, desideriamo esprimere con rispetto ma con altrettanta chiarezza la nostra profonda preoccupazione e dolore per una crescente tendenza a limitare o scoraggiare le processioni pubbliche del Corpus Domini e, più in generale, le manifestazioni pubbliche della fede cattolica.
Le processioni del Corpus Domini non rappresentano soltanto un momento di culto per i credenti, ma costituiscono anche parte integrante della storia, della cultura e dell'identità italiana.
Per secoli esse hanno attraversato città, borghi e quartieri, diventando un segno visibile del patrimonio spirituale e culturale del nostro Paese.
La recente decisione assunta nella diocesi di Milano di trasferire integralmente all'interno del Duomo la tradizionale processione del Corpus Domini, prevista per il 4 giugno 2026, rappresenta un segnale che sta suscitando forte turbamento non soltanto tra molti fedeli, ma anche tra quanti ritengono che le tradizioni religiose popolari facciano parte dell'identità storica e culturale italiana.
Tale scelta rischia di trasformarsi in un precedente culturale ed ecclesiale destinato a indebolire progressivamente la testimonianza pubblica della fede cristiana e la presenza delle tradizioni popolari nello spazio pubblico.
La processione del Corpus Domini non rappresenta soltanto un momento devozionale interno alla comunità ecclesiale, ma è da secoli una manifestazione pubblica della fede cattolica nella presenza reale di Nostro Signore Gesù Cristo nell'Eucaristia. Essa costituisce un segno visibile della missione evangelizzatrice della Chiesa e della sua presenza nel cuore della società.
Pur comprendendo le difficoltà organizzative legate al traffico urbano, alla sicurezza e al turismo, riteniamo che tali problematiche non possano diventare motivo sufficiente per limitare o svuotare il significato autentico della processione eucaristica.
Rinunciare alla dimensione pubblica del Corpus Domini rischia infatti di trasmettere l'idea che la fede debba essere confinata all'interno degli edifici sacri, anziché essere annunciata e vissuta apertamente nello spazio pubblico.
La Chiesa stessa riconosce il diritto e il dovere dei fedeli di manifestare pubblicamente la propria tede:
1) Il can. 211 del Codice di Diritto Canonico afferma che «Tutti i fedeli hanno il dovere e il diritto di impegnarsi perché l'annuncio divino della salvezza si diffonda sempre più fra gli uomini di ogni tempo e di ogni luogo».
2) Il can. 212 §2 riconosce che «l fedeli sono liberi di manifestare ai Pastori della Chiesa le proprie necessità, soprattutto spirituali, e i propri desideri.
§3. In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, essi hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli, salva restando l'integrita della fede e dei costumi e il rispetto verso i Pastori, tenendo inoltre presente l'utilità comune e la dignità delle persone».
3) Il can. 214 stabilisce che «I fedeli hanno il diritto di rendere culto a Dio secondo le disposizioni del proprio rito approvato dai legittimi Pastori della Chiesa e di seguire un proprio metodo di vita spirituale, che sia però conforme alla dottrina della Chiesa».
4) Il can. 215 riconosce che «I fedeli sono liberi di fondare e di dirigere liberamente associazioni che si propongano un fine di carita o di pieta, oppure associazioni che si propongano l'incremento della vocazione cristiana nel mondo; sono anche liberi di tenere riunioni per il raggiungimento comune di tali finalità».
5) Il can. 223 §1 ricorda che «Nell'esercizio dei propri diritti i fedeli, sia come singoli sia riuniti in associazioni, devono tener conto del bene comune della Chiesa, dei diritti altrui e dei propri doveri nei confronti degli altri».
L'esercizio dei diritti dei fedeli deve certamente tenere conto del bene comune ecclesiale, come prevede il diritto ma senza che ciò comporti limitazioni sproporzionate o tali da svuotare il contenuto stesso di quei diritti.
La tradizione della processione del Corpus Domini è inoltre fortemente incoraggiata dalla normativa liturgica della Chiesa. Il Rituale Romano raccomanda che il popolo cristiano renda pubblica testimonianza di fede e di adorazione verso il Santissimo Sacramento anche attraverso processioni solenni.
Per queste ragioni chiediamo con forza:
1. Che venga pienamente tutelata la possibilità di svolgere processioni eucaristiche pubbliche, specialmente nella solennità del Corpus Domini, evitando restrizioni motivate da criteri puramente organizzativi, mediatici o di opportunita culturale.
2. Che le autorità ecclesiastiche promuovano il dialogo con le istituzioni civili per garantire condizioni adeguate allo svolgimento delle processioni, senza rinunciare alla presenza pubblica dell'Eucaristia nelle città.
3. Che venga riconosciuto e difeso il valore spirituale, missionario e identitario della processione del Corpus Domini come patrimonio vivo della Chiesa universale.
4. Che venga riaffermato con chiarezza il diritto dei cattolici di testimoniare pubblicamente la propria fede senza essa venga ridotta a fatto esclusivamente privato o confinato entro gli edifici sacri.
5. Che venga riconosciuto il valore storico, culturale e identitario delle processioni religiose tradizionali italiane, patrimonio che appartiene non solo ai credenti ma all'intera comunità nazionale.
Questa petizione nasce non da spirito polemico, ma dall'amore per l'Eucaristia, dalla fedeltà alla tradizione della Chiesa e dal desiderio che le città italiane continuino a vedere pubblicamente testimoniata la presenza di Cristo nelle strade, nelle piazze e nella vita del popolo.
Con rispetto filiale, ma anche con sincera convinzione, chiediamo che venga preservato il significato autentico della solennità del Corpus Domini e il diritto dei fedeli di manifestare pubblicamente la propria fede e degli italiani tutti di difendere la propria identità culturale.
Grazie per l'attenzione, con osservanza,
I seguenti firmatari
Andrea Cionci Contatta l'autore della petizione
| L'autore della presente petizione ha chiuso la petizione. |