No ai tagli alle piante organiche dei Ricercatori del CNR
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La buona ricerca viene vilipesa dalla burocratizzazione e non ha bisogno di supertecnici. Necessita solo di ricercatori motivati.
In quest'ultima ottica è solo naturale che chi amministra esista e si riproduca e reclami il diritto a fare carriera in misura proporzionata all'inversione logica anzidetta.
Questo sarà anche il giustificabile segno dei tempi, soprattutto tempi di crisi economica, ma la ricerca scientifica è altra cosa: chi ci dirige lo sa ed esige che chi la ricerca la fa continui a farla con la spinta propulsiva dell'entusiasmo sottoinquadrato. E della progressiva mancanza di quell'altra cosa, che viene lentamente ed inesorabilemente erosa, risentiranno le generazioni dei nostri figli.
Sono una voce dissonante nel coro di questi commenti. Ho firmato la petizione perché sono nettamente contrario all'idea di certo sindacato che si debbano usare profili da ricercatore per sistemare valanghe di precari. E ancora peggio che si debbano sacrificare profili da ricercatore per promuovere stuoli di amministrativi. Sono totalmente contrario alla logica secondo cui l'anzianità debba prevalere sempre e comunque sul merito. Però non sono nemmeno convinto (e mi sa ugualmente di corporativismo non del tutto sano) che il numero, seppur "teorico", di primi ricercatori e dirigenti di ricerca debba essere superiore a quello di ricercatori del III livello. E neppure mi convince l'idea che un ricercatore sia produttivo solo se ha prospettive di carriera in casa (perché alla fine, nel sistema distorto italiano, si fa carriera, eventualmente, solo in casa, al contrario di quel che succede in altri posti). Quindi, in fondo, firmo ma preferirei sindacati impegnati in battaglie di altro tipo, per ottenere finanziamenti più importanti e, soprattutto, più regolari e meglio distribuiti, reclutamenti regolari, concorsi che non durino anni e che siano aperti a tutti (senza privilegi per i candidati interni, i figli di militari o di invalidi di guerra, senza escludere praticamente del tutto i candidati stranieri), una corretta proporzione (e ripartizione "geografica") tra ricercatori, tecnologi e tecnici (intesi come personale di supporto alla ricerca sperimentale, non tecnici amministrativi!). Anche fossimo tutti dirigenti di ricerca il CNR non sarebbe più competitivo di ora con i suoi omologhi di altri paesi.
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