Restituiteci i nostri soldi: dobbiamo fare ricerca

Al Presidente del CNR Prof. Massimo Inguscio

e p.c. Al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, prof.ssa Stefania Giannini

Commissione Cultura della Camera

Commissione Cultura del Senato

Egregio Presidente,

di questi giorni è il provvedimento del Direttore Generale f.f. con il quale l’Amministrazione Centrale intende prelevare i fondi residui presenti nelle “casse” degli Istituti provenienti da tutte le fonti di finanziamento (interne ed esterne) relativi agli anni fino al 2011 e i fondi residui provenienti da fonti interne (FOE) relativi agli anni 2012 e 2013. Questi ultimi includono anche i finanziamenti su progetti “premiali” e progetti “Bandiera”, alcuni dei quali ancora in corso di svolgimento e sui quali i ricercatori e tecnologi sono tenuti a predisporre un rendiconto scientifico! Il tutto allo scopo di colmare, in toto o in parte, il buco di bilancio di oltre 19 milioni di euro che l’Ente ha accumulato nel corso del 2015.

I sottoscritti Ricercatori e Tecnologi del CNR ritengono che un Ente di Ricerca non possa utilizzare i finanziamenti ricevuti, dal MIUR e da committenti esterni per lo svolgimento dell’attività di ricerca basata su progetto, per coprire un buco di bilancio che è dovuto all’inettitudine e all’incapacità dell’Amministrazione Centrale nel gestire e controllare le sue spese.

I fondi residui presenti negli Istituti, che sono stati faticosamente risparmiati dai Ricercatori e Tecnologi, costituiscono risorse economiche insostituibili e indispensabili, ad esempio, per l’acquisto di nuove apparecchiature e l’aggiornamento dei propri laboratori (necessari per partecipare ai bandi competitivi), per lo svolgimento di attività di ricerca “curiosity driven” (che l’Ente non finanzia e che è propedeutica a qualsiasi ricerca applicativa e spesso consente di anticipare i temi sui quali saranno poi aperte call di finanziamento) e per avviare attività di ricerca su progetti finanziati da terzi nell’attesa che giungano i primi finanziamenti.

Sottrarre queste risorse significa causare un danno incalcolabile all’Ente e ai suoi Ricercatori e Tecnologi, in termini di pubblicazioni mancate, di congressi e bandi competitivi cui non potremo partecipare, di contratti con privati cui dovremo rinunciare.

Per tali motivi, i sottoscritti Ricercatori e Tecnologi del CNR Le chiedono di far annullare immediatamente il provvedimento del Direttore Generale, in modo da far tornare nella piena disponibilità degli Istituti e dei suoi Ricercatori e Tecnologi tutti i finanziamenti residui e di puntare, altresì, ad una più razionale ed oculata gestione delle attività amministrative del CNR, nella logica che in un Ente di Ricerca è la parte amministrativa al servizio delle esigenze dell’attività di ricerca, e non già il contrario.

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