Sovvenzioni economica da parte dello stato per aiutare le colonie feline

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Il randagismo felino.
Nel territorio italiano, il randagismo felino è ancora una piaga devastante, ma i volontari sono lasciati soli. Questa è la posizione dell'associazione A Code Unite. "Ogni giorno," scrivono in una nota, "riceviamo segnalazioni di gattini chiusi in una busta, gattini sul ciglio di una strada, colonie mai censite che straripano di cuccioli e gatte incinte, accumulatori di animali, gente che minaccia di avvelenarli se non gli tolgono 'il fastidio' dalla vista e ci dicono che l'hanno già fatto in passato. È una situazione di fronte alla quale, da soli, non siamo più in grado di farcela". Secondo l'associazione, "alle già non poche difficoltà di gestione di questi casi" si somma "il problema economico delle sterilizzazioni: i comuni non garantiscono più la prestazione motivandolo col fatto che l'anestetico utilizzato (lo Zoletil) è stato ritirato dal commercio. Arrivare al gatto di strada non è redditizio ed è necessario oltrepassare pregiudizi, discutere opinioni scorrette, rompere retaggi ancestrali e spendere tanto tempo ed energie, quindi nessuno ha voglia di impegnarsi fino in fondo per difendere il diritto dell'animale a sopravvivere dignitosamente, sancito in legge anche per i randagi. In questo difficile contesto si muovono solo pochi volontari motivati, perennemente in equilibrio tra la fragile psicologia umana e l'indifferenza diffusa verso l'animale. Noi dell'associazione ACAIM chiediamo a tutte le associazioni, a tutti i volontari, di unirci al fine di ottenere sovvenzioni dai comuni, dalle regioni o dallo stato, dei contributi per salvaguardare la salute e la nutrizione delle colonie che tuttora gravano solo ed esclusivamente sulle spalle di tutti noi poveri volontari."


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