TFA SEMPLIFICATI E A COSTI ACCETTABILI

Alla cortese attenzione del
Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
Onorevole Francesco Profumo

Il canale di abilitazione creato dall’art 15 del 249/10 appare sempre di più un meccanismo vergognoso con il quale molti intendono speculare sulla pelle dei precari della scuola.


I TFA dovevano essere inseriti all’interno di un piano di reclutamento caratterizzato da numeri compatibili con un effettivo sbocco in contratti a tempo indeterminato (programmazione dei posti disponibili nel triennio). Tutto questo è saltato. Si sono accettate in modo vergognoso le condizioni e le spinte delle Università e di gruppi di interesse locale aumentando la disponibilità di posti in classi di concorso e in regioni che sono da tempo sature.

L’accesso ai TFA avviene con prove di preselezione di natura incerta con il pagamento di quote di iscrizione che sembra vadano dai 50 ai 100 euro per ogni corso TFA. In concreto alcuni milioni di euro che vanno nelle tasche del Cineca (Cineca è un Consorzio Interuniversitario senza scopo di lucro formato da 51 Università italiane). La frequenza ai TFA è a pagamento. Calcolando le prospettate quote di iscrizione alla frequenza (dai 2.000 ai 3.000 euro annui) possiamo calcolare che alle Università interessate andranno dai 55 milioni ai 65 milioni di euro pagati esclusivamente dai corsisti. Una vera e propria tassa per la formazione obbligatoria richiesta dallo Stato. Ma soprattutto, vista la attuale mancanza di un serio sistema di reclutamento, una tassa sulla speranza fatta pagare da coloro che più soffrono la mancanza di reddito in una fase così difficile dell’economia italiana.

Mancano ancora norme di applicazione del diritto allo studio per chi intende frequentare i TFA essendo chiamato contemporaneamente a coprire supplenze nella scuola. Mancano le risorse per l’organizzazione dei tutoraggi nelle scuole che dovrebbero coinvolgere i docenti di ruolo in servizio. Gilda ribadisce che per il CCNL vigente non sono previste attività di tutoraggio riconosciute dal punto di vista retributivo. Inviteremo pertanto a rifiutare la funzione di tutor se non arrivano risorse aggiuntive da parte del MIUR finalizzate alla funzione specifica. Non accetteremo che i tutoraggi siano pagati dal FIS (fondo dell’istituzione scolastica) che comprende parte della retribuzione dei docenti e del personale ATA per le attività accessorie previste esclusivamente dal contratto.

Pur apprezzando la volontà del Ministro che raccoglie parzialmente alcune delle richieste che da anni vengono dalle associazioni del precariato e dalla Gilda, riteniamo che lo strumento migliore sarebbe stato quello di corsi/concorsi abilitanti seri con prove strutturate all’interno di percorsi di tirocinio con le scuole e esame finale per l’abilitazione gestiti direttamente dal MIUR in collaborazione con le Università e con modalità di accesso stabilite uniformemente a livello nazionale. I TFA attuali hanno caratteristiche prevalentemente accademiche rischiando di essere la riproposizione depotenziata delle SSIS.

Le nostre proposte

Avviare da subito percorsi TFA semplificati a costi accettabili (max. 400 €) per i docenti che abbiano almeno 480 giorni di servizio nella classe di concorso di riferimento (o in ambiti disciplinari omogenei) effettuati negli ultimi cinque anni. Si propone il limite di 540 giorni in analogia con le disposizioni della U.E sulla stabilizzazione del personale precario dopo tre anni di attività continuativa. Si tratta della fetta di docenti precari non abilitati che ormai strutturalmente stanno lavorando nella scuola e hanno diritto a vedere riconosciuta formalmente l’abilitazione all’insegnamento. Si tratta anche di quote di docenti abilitati inseriti nelle Gae che vogliono ottenere altra abilitazione in classi di concorso compatibili con la loro abilitazione di riferimento (vedi ambito di lingue ad es.).  Si fa riferimento agli ultimi cinque anni almeno per la prima trance per evitare che si presentino anche coloro che hanno effettuato servizi in un lontano passato e che non hanno più insegnato negli ultimi anni.  Nella misura in cui il loro numero sia eccessivo per il loro inserimento ai prossimi  TFA  si può prevedere un contingentamento triennale scaglionando i partecipanti per anzianità di servizio. Dopo il primo anno si propone di ampliare la platea degli interessati con il limite di 540 giorni di servizio negli ultimi dieci anni.

Fatto stante che l’abilitazione è solo titolo idoneo per l’accesso ai ruoli dell’insegnamento nella scuola pubblica statale, devono essere programmati con cadenza almeno biennale concorsi pubblici a cattedra per tutte le classi di concorso e per i posti effettivamente disponibili. Ribadendo la netta opposizione ad assunzioni dirette da parte delle scuole, riteniamo che i posti messi a concorso siano incardinati in organici regionali, con l’applicazione delle norme sulla mobilità così come stabilite dal CCNI nazionale. Ciò anche nel rispetto del dispositivo previsto dalla riforma del Titolo V della Costituzione.
Si ribadisce che l’assunzione mediante concorso deve prevedere il doppio canale di reclutamento con una quota di almeno il 50% di immissione in ruolo per i docenti già abilitati delle Gae nella prospettiva del riordino del funzionamento delle Gae stesse. Si propone per la prima tornata concorsuale che i 2/3 dei posti disponibili vadano ai docenti abilitati inseriti nelle Gae di fronte alla mancanza dal 1999 di procedure concorsuali di reclutamento che li ha pesantemente penalizzati. La restante quota deve essere oggetto di concorso ordinario aperto a tutti gli abilitati (inseriti o meno nelle attuali Gae) su posti effettivamente disponibili prevedendo una maggiore serietà nell’effettuazione del periodo di prova che diventerebbe un vero e proprio tirocinio ex post.   Di fronte alla oggettiva obsolescenza delle graduatorie dei vincitori dei vecchi concorsi ordinari (l’ultimo del 1999), che sono ancora chiamati ai ruoli in attuazione del principio del doppio canale vigente, è necessario verificare l’esistenza di soggetti ancora interessati e disponibili mediante una specifica richiesta di conferma. Si deve procedere urgentemente allo sfoltimento delle graduatorie dei vincitori dei vecchi concorsi facendo transitare le posizioni attive nelle quote riservate alle Gae. E’ necessario definire con urgenza le modalità per il conseguimento della specializzazione su sostegno consentendo non solo ai docenti di ruolo il suo conseguimento, ma anche ai docenti precari interessati, sempre con le condizioni di accesso sopra descritte (almeno 480 giorni negli ultimi cinque anni, ecc.). L’insegnamento di sostegno è una specifica attività professionale che deve essere valorizzata  mettendo al centro non tanto gli organici, ma in primis i bisogni degli allievi diversamente abili e delle loro famiglie. Non deve essere usata per riconvertire strumentalmente i docenti soprannumerari per i quali è necessario trovare una collocazione adeguata negli organici funzionali dell’autonomia. E’ da mettere in chiaro il fatto che le attuali Graduatorie devono rimanere ad esaurimento fino a loro scadenza (a.s. 2013-14). Non siamo d’accordo su immediate riaperture delle Gae ai neoabilitati tramite TFA. Ciò avvierebbe nuovamente un contenzioso tra fasce di precariato e la solita guerra tra poveri a tutto vantaggio di organizzazioni che prolificano sui ricorsi. La soluzione transitoria, finalizzata solo al conseguimento di contratti a tempo determinato per supplenza nelle scuole (graduatorie di Istituto), può essere nelle more della vigenza delle attuali graduatorie quella di creare una quarta fascia nelle Gae con chiamata in subordine alle prime tre. Si richiede con forza che, con l’assestamento della situazione relativa la reclutamento, si imponga l’obbligo per tutte scuole non statali l’assunzione sia con contratto a tempo indeterminato che determinato di personale docente in possesso di titolo di abilitazione.Attendiamo dal Ministro e dal MIUR proposte certe che raccolgano nelle parti essenziali le nostre indicazioni. Il rischio è quello di continuare a far circolare  proclami e notizie che possono solo creare fase aspettative e aumentare le tensioni nel precariato della scuola.

 

MoVimento 5 Stelle Abruzzo Alto Sangro



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