Basta precariato nella scuola

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Gentilissima Cittadina, buongiorno. Spero voglia prendersi tempo per leggere questa mia lettera che so essere sostanziosa; ma non posso esimermi dal cercare di chiarire per bene i termini del mio quesito al quale auspico possa e voglia rispondere. Sono purtroppo convinto che con l'inizio della presente legislatura in data 15 marzo 2013 (prima seduta)  l'ideologia abbia preso il sopravvento su qualsiasi criterio di buon senso, ponendo innanzi a tutto il raggiungimento nei tempi più rapidi possibili di risultati validi a fini propagandistici, elettorali e per la formazione di un consenso piuttosto che ponendosi come obiettivo la valorizzazione (se non a parole, solo parole parole parole) della professionalità del corpo docente, del personale scolastico e della struttura complessiva della scuola. E tuttavia condivido la bontà di intenti nel dirigersi verso l'assegnazione dei posti vacanti secondo le modalità descritte dalla Costituzione. Ma vi è modo e modo ... E ne è la dimostrazione la situazione confusa creatasi con i diplomati magistrali. Il tema che mi è di interesse sono i precari abilitati e con numerosi anni di precariato sulle spalle (e quindi di esperienza preziosa sul campo). - I precari di cui parlo sono i tantissimi ormai cinquantenni con famiglia a carico che da 8-9-10 o più anni si sono inseriti nella macchina scolastica con l'intenzione di percorrere pazientemente il percorso, e con il pieno rispetto delle regole in quel tempo in essere, che li avrebbe condotti ad un ingresso definitivo (come lo è stato per decine di migliaia di colleghi per tanti anni in precedenza) - Essi hanno anche fatto tutto ciò che gli è stato richiesto in termini di aggiornamento o acquisizione di certificazioni come l'abilitazione PAS per esempio necessarie per l'inserimento in GaE Osservazioni e riflessioni - Il bando del concorso 2016, seguendo la linea indicata dal comma 109 lettera a) della legge 107/15, prevedeva la copertura di pochi posti messi a ruolo (in percentuale sulla disponibilità di posti vacanti reali). Faccio un esempio forse limite, ma per intenderci: classe di concorso AM56 1 posto in Lombardia messo concorso - Il decreto legislativo 59 del 13 aprile 2017 però, a concorso concluso, raggira tali propositi e amplia in maniera abnorme il numero delle cattedre da riservare ai vincitori del concorso, derogando a quanto stabilito dal comma 113 della stessa 107 lettere d) e g). Risultato: per la classe di concorso AM56, 1 posto messo a concorso e 14 nominativi di vincitori del concorso (cioè esattamente quelli necessari per coprire tutti i posti liberi in tutta la Lombardia!)!!! - Il risultato è che quei precari, che nei fatti da anni, per i meccanismi noti di acquisizione delle cattedre a tempo determinato, coprivano quei posti, si sono ritrovati improvvisamente senza più disponibilità di lavoro e forse non più l'avranno - Fra l'altro, secondo me, il fatto di avere indicato nel bando un numero bassissimo di posti messi a concorso per poi ingigantirlo ex post al momento dell'assegnazione ai concorsisti vincitori è stata operazione programmata: ciò ha consentito di abbassare notevolmente il numero di partecipanti alla selezione concorsuale; quanti infatti hanno abbandonato l'idea di iscriversi sapendo di concorrere per un solo posto in tutta la Lombardia (prendendo sempre ad esempio la classe di concorso AM56) e dovendo andare a Napoli per ben due volte (prova scritta e prova orale) per tentare di "vincere al lotto"? Evidentemente i più hanno desistito fin da subito rendendo le procedure assai più snelle. Sarebbe stato così se avessero saputo inizialmente che i posti messi a concorso sarebbero stati molti di più? Pare corretto che si dichiari 1 posto messo a concorso e si stravolga il tutto dopo 15 mesi (il lasso di tempo trascorso fra la pubblicazione del bando e l'uscita in Gazzetta Ufficiale dei decreti attuativi della 107/2015; fra l'altro come si può continuare a permettere di modificare profondamente uno o più articoli di una legge con un decreto legislativo, non un atto parlamentare, che interviene ben oltre un anno dopo dalla votazione della stessa legge?) - Questa furbizia ha permesso di accelerare il passo e svolgere con una certa rapidità le selezioni su tutte le classi di concorso per la redazione delle liste di nominativi dei vincitori e riuscire ad assegnare i posti ad agosto (per questioni di comunicazione attraverso i media e potersene fregiare in tempo per le elezioni ora così vicine, ma già nell'aria la scorsa estate) - Il decreto 59 del 2017 già citato ha poi istituito il concorso specifico per gli abilitati con almeno 3 anni di servizio con l'intenzione di creare la corsia preferenziale per poterli assorbire (da ciò che è scritto si intuisce si pensi non prima del 2028!!!???). Tale lista avrebbe dovuto essere sufficientemente corta (abilitati entro il 2017/18) per consentire questo riassorbimento: a mio modo di vedere, però, già con i pochissimi posti rimasti liberi grazie alla furbizia sopra descritta, in diverse classi di concorso tali elenchi sarebbero già abbondanti Oltre a ciò, non crede che il consenso ottenuto recentemente alla partecipazione a questa competizione anche di tutti gli abilitati, pur già in ruolo su altre cattedre di concorso, provocherà inevitabilmente un'iscrizione al concorso di un numero molto più elevato di docenti che, per buone ragioni, vogliono semplicemente cambiare cattedra? Questo fatto, però, essendo la lista che si verrà a creare di fatto una graduatoria a scorrimento, quei precari che dovessero trovarsi in posizione arretrata (pur avendo partecipato ad un concorso inizialmente a loro riservato) non raggiungeranno probabilmente mai la posizione utile per vedersi assegnata la possibilità di partecipazione al FIT. Ossia un concorso ideato appositamente per "sistemare" questi precari di fatto non assolverà a questo fine! - Nemmeno contribuisce a dare sollievo la spada di Damocle (per ora ancora in sospeso, ma pronta a calarsi con crudeltà e impietosamente) del comma 131 della stessa 107/2015 che bellamente tronca ogni rapporto di collaborazione con quei docenti precari che in realtà hanno consentito al sistema scuola di rimanere in piedi con una certa forza fino ad ora e con ampio risparmio per le casse statali grazie alla forma di reclutamento riconosciuta non legittima anche in sede di Corte di Giustizia Europea. Pure qui un bel ringraziamento a chi ha continuato a credere in un sistema scolastico che in qualche modo, prima o poi, avrebbe riconosciuto l'impegno, la dedizione e gli sforzi fatti. - Per la situazione in altre classi di concorso, più cospicue in termini numerici e con una situazione opposta (mancanza di abilitati per coprire tutti i posti disponibili), cercando informazioni in internet mi sono imbattuto in questo commento di un Dirigente Scolastico https://www.orizzontescuola.it/concorso-2016-bocciato-in-matematica-il-60-dei-candidati-e-piu-facile-diventare-primario-nella-sanita-che-docente-nella-scuola-lettera/ Al di là della forma di espressione abbastanza "popolare", è da me condivisa la sua posizione. E comunque è chiara la visione quanto meno poco realistica della situazione generale della scuola da parte di chi ha voluto mettere mano in maniera inadeguata (ma con conseguenze disastrose) ad un meccanismo così delicato e importante per un paese. Le garantisco che sono tantissimi gli operatori della scuola ampiamente insoddisfatta di tutti i provvedimenti da tempo ideati e messi in opera. Conclusione Tutte queste peripezie, preoccupazioni ed e ansie, dopo una vita dedicata con passione all'istruzione (prima per l'acquisizione delle conoscenze necessarie, poi con il lavoro svolto), sono da considerarsi giustamente richieste agli insegnanti precari già abilitati (ovvero con una certificazione rilasciata da università e istituti AFAM statali, non da circoli dilettantistici, che riconosce loro l'abilitazione all'insegnamento)? Non sarebbe forse stato semplicemente più corretto e civile pensare di chiudere la pagina precedente, con le regole vecchie, ma sempre rispettate da questi soggetti, assegnando loro i posti esistenti prima di iniziare a giocare con le regole nuove, adatte a chi sa di iniziare un nuovo gioco? Si sarebbe trattato di riconoscere la giusta dignità a tutte queste "persone", trattate malamente e solo come numeri utili ad altri scopi. Tutto ciò a costo zero, dato che non si sarebbe trattato di creare nuove cattedre, ma di assegnare le già esistenti con criteri differenti probabilmente più rispettosi delle esperienze sul campo, delle storie di vita e delle fatiche di tutti questi docenti. Nel giro di tre/quattro anni probabilmente le liste si sarebbero esaurite lasciando spazio all'apertura di una partita completamente nuova con regole chiare e condivise dagli aspiranti. Conosciamo benissimo quale sia il senso comune nei confronti degli insegnanti e della scuola in genere; si ritiene che questo mondo sia privilegiato e poco proficuo, ma solo chi ci vive quotidianamente può comprendere quanto ciò non sia assolutamente corrispondente al vero; la realtà è che la scuola, pur nella sua complessità, ancora riesce a farsi carico di grandissime responsabilità e di situazioni pesantissime riguardanti tutti i nostri ragazzi, sempre più in difficoltà nel rapportarsi a questo mondo che non li cura e li isola, riuscendo ad assolvere a compiti gravosissimi e sostituirsi molte volte alle figure traballanti di genitori e familiari sempre indaffarati in altre faccende, per forza o per scelta. Per cortesia mi dia un parere. Io sono convinto che una via legislativa possa ancora essere trovata per sanare la situazione, così come è stato fatto più e più volte per questioni che parevano chiuse e sotterrate da altre leggi frutto di poca riflessione e di mera opportunità. Il morale all'interno del corpo docente è sempre più depresso e la conseguenza più ovvia è un disinteresse alla cura delle proprie responsabilità, visto lo scarsissimo riconoscimento sociale ed economico ad esso riconosciuti. I docenti in questione sono tanti e chiediamo un deciso e reale sostegno da parte vostra.

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