Petizione al Consiglio Federale per una riapertura delle attività

Il Consiglio Federale si riunirà questa settimana per decidere le misure riguardo all’emergenza Covid19. Il comitato esecutivo di Lega Verde, pur riconoscendo che la gestione federalista della pandemia ha dato dimostrazione di efficacia, soprattutto la primavera scorsa, auspica una riapertura graduale delle attività. In particolare la revoca dell'ordine di chiusura per ristoranti, bar, strutture ricreative e sportive, la riapertura di tutti i negozi, ovviamente mantenendo le imperative misure igieniche e gli adeguati piani di protezione.

Al comitato è risultata assolutamente incomprensibile la gestione attuale dell’emergenza, con misure ottusamente restrittive senza che per questo abbiano portato un reale beneficio. Queste misure, nonché le chiusure irrazionali dettate unicamente dal panico e dalla volontà di mostrare una risolutezza solo apparente, altresì realizzate con limitata lucidità, hanno causato notevoli disagi al tessuto sociale ed economico del nostro paese.

In particolare, solitudine e depressione in un numero crescente di persone che ormai sfiora un quinto della popolazione, hanno causato un aumento preoccupante di suicidi e violenza domestica, e stanno mettendo a repentaglio il futuro di una generazione di giovani. Inoltre il mondo del lavoro è al collasso. Decine di migliaia di posti di lavoro e di tirocinio sono già andati persi e molte piccole e medie aziende (PMI) stanno rischiando il fallimento. Interi settori economici, ad esempio quello alberghiero e della ristorazione, ma anche quello dell’arte, della cultura ed gli eventi, sono con le spalle al muro.

Il cantone Ticino, ancora una volta, è confrontato con una crisi accora più pesante che nel resto del paese, anche a causa della vicinanza dell’Italia, dove gradualmente stanno riaprendo le attività. Per questo stiamo rischiando un esodo ancora più massiccio di consumatori che in precedenza.

Neppure crediamo che questo governo abbia la possibilità, né la volontà, di dare un adeguato aiuto economico a chi rischia la fine della sua attività a causa, non di propri vizi, ma di una interruzione forzata imposta dall’alto. Nonostante quanto ingenuamente e illusoriamente proclamato dalla sinistra, un sostegno statale sarà talmente oneroso da apparire insopportabile allo stato e ai contribuenti. In altri paesi già si parla di non continuare a ristorare le perdite subite e favorire la chiusura delle aziende che (loro decidono) non avranno un domani, poco importa se a causa di una concorrenza sleale dovuta a una chiusura imposta solo a loro, ma non alle grandi multinazionali che al contrario hanno visto prosperare i loro affari a ritmi inimmaginabili prima. Destinando le risorse a chi è abbastanza forte (too big to fail? Ancora?) da avercelo in discesa, il futuro.

1613124031966.jpg--_.jpgUn numero sempre crescente di svizzeri ha superato il livello della sopportazione e rifiuta queste misure troppo dure, ed è disposto ad opporvisi con ogni mezzo per riconquistare la propria libertà. A questo punto, a nome di tutto il comitato di Lega Verde, vi chiediamo di mostrare un ultimo barlume di dignità e amore per il vostro paese, qualora ve ne sia rimasto, e almeno permettere a chi ha la voglia di lavorare e di costruirsi un futuro di essere arbitro del suo destino. 

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